[video] Comunicare la salute sui social: che cosa troverete nella prossima edizione di HealthCom Program

Qui è dove io e il mio pallore raccontiamo come è andata la prima edizione di HealthCom Program, conclusa a dicembre (10 lezioni in webinar sulla comunicazione sanitaria sui social media), e che cosa bolle in pentola da qui al 2020.

Spoiler, se non volete sentirmi:
🔹 siamo contenti
🔹 stiamo finalizzando un piccolo ebook gratuito da scaricare
🔹 stiamo studiando nuovi elementi per il corso (per es. TikTok, la marketing automation)
🔹 lanceremo nelle prossime settimane un piccolo sondaggio a risposta multipla dove chi lo desidera potrà suggerire contenuti che sarebbe interessato ad approfondire.

Per il resto, tutte le info qui: www.healthcomprogram.it

Quante donne fanno politica? Su 193 paesi solo 10 hanno un capo di Governo femmina. Tutti i dati

Un team di UN Women, piattaforma delle Nazioni Unite, ha pubblicato recentemente una mappa di quante donne sono presenti fra le più alte cariche dello stato in tutti i paesi del mondo al 1 gennaio 2019. Risultato: su 193 paesi solo 10 hanno una donna come capo di governo.

Sono invece 55 su 279 (il 19,7%, cioè uno su cinque) le donne a capo di una camera parlamentare (ci sono paesi, come l’Italia, con due organi paralleli: la Camera dei Deputati e il Senato). Sono donne inoltre 180 sui 638 vicepresidenti di una camera: il 28,2%, cioè poco più di un vicepresidente su quattro.

Il progresso delle donne in politica è stato lento. Secondo i dati più recenti dell’Unione parlamentare internazionale, la prevalenza femminile è solo raddoppiata in termini percentuali rispetto a 20 anni fa: oggi solo il 24% dei parlamentari di tutto il mondo sono donne. Uno su quattro.

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Università, solo un’autrice ogni due autori ha pubblicato articoli scientifici

Un articolo pubblicato a fine novembre su The Lancet Global Health è lapidario: si continua a registrare un persistente divario di genere nell’editoria accademica. Solo un autore su tre che ha pubblicato sulla rivista dal 2013 al 2018 è donna. Sebbene il numero di autrici sia cresciuto in modo sostanziale dagli anni Sessanta a oggi, e il numero grezzo di pubblicazioni stia diventando sempre più uniforme quanto al genere, gli uomini continuano a dominare le ambite posizioni del primo e dell’ultimo autore (che in un articolo scientifico sono lasciate alla persona che ha dato il maggiore contributo alla ricerca o al coordinatore). Sono di più anche i singoli autori uomini, che le singole autrici. Si tratta di un tema cruciale dal momento che l’avanzamento della carriera accademica è in gran parte guidato dalla ricerca peer-reviewed, dove il numero di pubblicazioni e il grado degli autori rappresentano importanti indicatori di produttività e qualità.

Le differenze di genere nell’editoria accademica sono influenzate da sistemi iniqui che continuano a svantaggiare le donne e gli autori nel campo della salute globale” concludono gli autori. “Le donne hanno meno probabilità di ottenere finanziamenti.”

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