VIVAX, la valigetta di James Bond è made in Italy

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Letteralmente indistruttibile. La puoi portare in molti modi, a mano o a tracolla, ma soprattutto ovunque, anche in mezzo alle bombe, perché è in grado di proteggere ciò che contiene come un bunker antiatomico. È Vivax la valigetta degna di un film di James Bond, inventata da un ventiduenne romano, Mattia Ventura, con lo scopo di mettere a punto una custodia indistruttibile per il proprio pc o per qualsiasi attrezzatura fragile che abbiamo bisogno di trasportare, come per esempio una macchina fotografica.
In altre parole, una custodia che proteggesse il nostro pc anche da un’automobile in corsa.

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Beentouch: il software di 6 ragazzi catanesi per videochiamare senza problemi di linea

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Non capita spesso di riuscire a fare una videochiamata senza che cada la linea, senza ritardi, latenza, o asincronia fra audio e video. Danilo Mirabile, studente di ingegneria informatica, oggi CEO & Co-Founder, decide un giorno che le persone meritano qualcosa di più, che permetta loro di concentrarsi sulla conversazione, di rilassarsi, invece di focalizzarsi sui frequenti intoppi.

Non è un caso che uno dei tweet più recenti di Beentouch, questo il nome della startup made in Sicily, riporti: “the business of business is relationships, the business of life is human connection”. La connessione, la relazione, come primo elemento della vita umana.

È così che insieme a Emanuele Accardo, Alberto Longo, Federica Munzone, Daniele Pecoraro ed Emanuela Toscano, Danilo pensa a Beentouch, un obiettivo ambizioso per un gruppo di giovani studenti: creare un software che fosse migliore di quelli esistenti in circolazione. Come? Basandosi sull’architettura Peer-to-Peer, in modo che i server esterni, responsabili della scarsa qualità delle chiamate, entrino in gioco solamente nella prima fase, per mettere in contatto i partecipanti alla chiamata.

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Con PureLives l’acqua diventa sempre potabile (senza bisogno di energia)

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Per dimostrare l’efficacia di questo prodotto, i suoi costruttori hanno accettato di bere l’acqua proveniente da un fiume infettato da colera, dopo averla filtrata con il loro nuovo dispositivo. E hanno vinto la sfida. PureLives, un piccolo contenitore della capacità di 19 litri trasportabile come un semplice zaino, è in grado infatti di rimuovere il 99,9% fra batteri, virus, metalli pesanti, nitrati e altri contaminanti dall’acqua di fiumi, torrenti e pozzi che incontriamo quando andiamo in luoghi che non conosciamo o in zone dove le falde acquifere non sono sicure.

PureLives non usa sostanze chimiche e non ha bisogno di elettricità. Funziona solo grazie a uno speciale filtro brevettato basato sulla cosiddetta “nanocarbon technology, che rimuove nell’ordine i sedimenti e i detriti presenti nell’acqua, poi i batteri, i virus e gli odori e infine i metalli pesanti, le tossine e gli altri elementi chimici, regalando acqua pura.

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Rex Computing, la startup che ottiene 1,25 milioni di dollari per costruire le CPU del futuro

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La notizia è dello scorso 21 luglio: la FF Science, una parte del Founders Fund che si dedica a società che affrontano importanti sfide ingegneristiche, ha deciso di investire oltre 1 milione di dollari sulla Rex Computing, una società fondata nel 2013 dal 19 enne Thomas Sohmers e dal collega Paul Sexeben, che sta lavorando per progettare le CPU del futuro.

Per Thomas, nato a metà degli anni Novanta, le CPU che utilizziamo oggi sono obsolete. «I processori esistenti sono stati progettati un quarto di secolo fa – si legge nel suo sito web – in un momento in cui la quantità di energia per spostare i dati era approssimativamente uguale alla quantità di energia richiesta per fare elaborazioni utili a tali dati».

Oggi invece, dice Sohmers, abbiamo bisogno di CPU che consumino molta meno energia. Abbiamo bisogno di una nuova architettura più efficiente per costruire nuovi processori. Per questa idea, a soli 17 anni, nel 2013, ha vinto una delle prestigiose “20 Under 20″ Fellowship, grazie alla quale ha cominciato la progettazione di Rex Computing.

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