Auto elettrica: quante colonnine ci sono in Italia? Basteranno?

Scegliere di passare all’elettrico o di muoversi in bicicletta dipende fondamentalmente dalle infrastrutture presenti sul territorio: colonnine per la ricarica dei mezzi o piste ciclabili. Il rapporto di Legambiente uscito settimana scorsa analizza anche la presenza delle colonnine per la ricarica dell’auto elettrica dei 104 capoluoghi italiani, contando un totale di 2.368 prese nel 2018 in colonnine con più di 11 kW di potenza e 1885 prese in colonnine con meno di 11 kW. Riguardo a questi ultimi, le uniche regioni che ne possiedono più di 100  su tutto il territorio sono Toscana (645), Lombardia (376), Lazio (186), Emilia Romagna (158), e Trentino-Alto Adige (136).

Questi dati sono tratti dal rapporto Le città elettriche, il primo dossier sulle mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE (associazione per la mobilità elettrica).

Continua su Il Sole 24 Ore

A Napoli e Milano oltre il 50% della mobilità è “green”

Sempre più persone decidono di spostarsi in città con mezzi non inquinanti: in bicicletta, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani, o a piedi. Ma solo in due capoluoghi di provincia italiani oltre il 50% della mobilità avviene tramite mezzi “green”: Milano (52% degli spostamenti) e Napoli (50% degli spostamenti).

Entro i prossimi dieci anni il trasporto pubblico locale del capoluogo lombardo sarà completamente elettrico. Già oggi l’offerta di trasporto pubblico nella città metropolitana è importante, sia per entità (650 milioni di passeggeri all’anno), sia per il predominio della trazione elettrica, che copre il 74% dell’offerta, con 960 vetture metropolitane, 535 tram e filobus in servizio, 30 autobus elettrici e idrogeno.

Continua su Il Sole 24 Ore

Verde urbano in aumento. Di più lo smog. Le mappe interattive e i dati

La buona notizia è che in 75 dei 109 capoluoghi di provincia italiani dal 2016 al 2017 è aumentata la superficie di verde urbano, con picchi particolarmente positivi a Crotone, il capoluogo con meno densità di superficie verde d’Italia, ed Enna, con rispettivamente un +22% e +12% in un solo anno. Milano ha registrato un +1,15% di verde urbano sul 2016 e Roma un +1,05%.

La crescita del verde urbano in Italia

Nel complesso, il verde urbano copre il 2,9% del territorio comunale dei capoluoghi, cioè oltre 573 milioni di metri quadri di superficie, pari a 31,7 di metri quadri per abitante, a cui si aggiunge un altro 16,6% di aree naturali protette.

Continua su StartupItalia

Quanto investono sulla difesa dell’ambiente le aziende italiane?

Nel complesso il trend rilevato da Istat nell’ultima nota è positivo: nel 2016 la stima degli investimenti realizzati delle imprese industriali per la protezione dell’ambiente è risultata pari a 1.437 milioni di euro, un +2,3% rispetto al 2015.

Tuttavia questa crescita è stata in realtà positiva solo per le imprese di piccola e media dimensione che hanno registrato un +12,9% sull’anno precedente, per un totale di 36 milioni di euro spesi. Le grandi imprese – con oltre 250 dipendenti – invece hanno investito di meno in questa direzione nell’ultimo anno: 1.123 milioni di euro, quattro milioni in meno dell’anno precedente.

Rimane comunque saldo il fatto che in termini assoluti la quota più consistente degli investimenti proviene dalle aziende di grandi dimensioni. Le imprese con oltre 250 addetti investono in sostenibilità ambientale il 6,7% dei propri investimenti, contro l’1,6% (1,5% nel 2015) delle imprese più piccole. L’intensità degli investimenti per addetto dipende ancora una volta dalla dimensione aziendale. Si passa infatti dai 110 euro per addetto nelle imprese di piccola e media dimensione (erano 98 euro nel 2015) ai 1.171 euro in quelle con oltre 250 addetti (contro i 1.194 euro pro capite nel 2015).

Continua su Il Sole 24 Ore