Nel 2025 l’Italia ha raggiunto il minimo storico di fecondità. Un numero che racconta una crisi profonda, ma anche una storia più complessa di quanto sembri. Intervista ad Alessandra Minello.
Autore: Cristina Da Rold
Apre DOLOMITI SCIENCE & COMM LAB — un laboratorio-vacanza per trovare la propria direzione
Un’iniziativa in collaborazione con il CICAP dal 3 al 6 settembre 2026 a San Gregorio nelle Alpi (BL). Candidature entro il 15 giugno!
Ci siamo, sono contenta di poterti finalmente raccontare di che cosa si tratta. In alto trovi la puntata del podcast dove spiego tutto per bene. Sotto i link al sito e i contatti.
Una delle cose che mi capita di fare più spesso è rispondere a messaggi di persone che lavorano nella comunicazione della scienza e si trovano in un momento di sospensione. Sanno da dove vengono, ma non sanno ancora dove vogliono arrivare. Cercano qualcuno con cui ragionare, fare domande, capire se quello che sentono è normale o se stanno sbagliando qualcosa.
Ho risposto a tanti di quei messaggi, e a un certo punto ho pensato: e se creassi uno spazio in cui queste persone possono incontrarsi, confrontarsi e lavorare insieme?
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La Fondazione Lucia De Conz, dove staremo insieme per 3 giorni
Sindrome di Rett: a che punto è la ricerca e cosa aspettarci per il 2026
L’intervista di OMaR alla Professoressa Aglaia Vignoli, Neuropsichiatra infantile dell’Università Statale di Milano
La sindrome di Rett è una delle malattie del neurosviluppo su cui la comunità scientifica internazionale ha investito di più negli ultimi decenni. Non c’è ancora una cura, ma dal 1999, anno in cui è stato identificato il gene responsabile, la ricerca ha compiuto passi enormi: dai modelli animali alle prime sperimentazioni cliniche di terapia genica sull’uomo, fino agli studi di riposizionamento di farmaci già esistenti. Ne abbiamo parlato con la Prof.ssa Aglaia Vignoli, Neuropsichiatra infantile dell’Università Statale di Milano e tra i principali esperti italiani della patologia.
Sindrome di Rett: le associazioni stanno reinventando la presa in carico
ConRett e Airett, due fra le principali organizzazioni di pazienti, raccontano le sfide quotidiane delle famiglie e i limiti del sistema sanitario
Quando si parla di sindrome di Rett, una malattia rara neurologica che colpisce tranne in rarissimi casi esclusivamente le bambine, il sistema sanitario italiano mostra crepe profonde: liste d’attesa di anni per terapie urgenti, transizione all’età adulta quasi inesistente in molte regioni, centri di riferimento concentrati prevalentemente in alcune aree. A tenere insieme le famiglie, a orientarle e spesso a supplire alle lacune istituzionali, ci sono le associazioni pazienti. Abbiamo incontrato due realtà diverse per storia e territorio ma unite da un obiettivo comune: migliorare la qualità di vita delle ragazze con Rett e di chi vive con loro.