Oblio oncologico: dalla norma alla realtà, tra conquiste e criticità

La legge sull’oblio oncologico, approvata a fine 2023, consente alle persone guarite da un tumore di ottenere mutui o prestiti, stipulare assicurazioni, adottare figli o partecipare a concorsi pubblici senza dover fornire informazioni sulla pregressa malattia e senza subire discriminazioni. In passato, negare di aver avuto un tumore costituiva un’autodichiarazione falsa perseguibile, mentre oggi aziende ed enti non possono porre questa domanda e il cittadino è autorizzato a non rispondere.

A gennaio 2026 il Ministero della Salute e il Ministero del Lavoro hanno emanato un nuovo decreto attuativo che va ad aggiungersi ai 3 precedenti. Il provvedimento equipara tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità beneficiari di strumenti di sostegno pubblico.

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I numeri sul rapporto fra i giovani di oggi e le lingue 

C’è un dato che sorprende, nel panorama dell’istruzione superiore italiana: i laureati magistrali in lingue non solo tengono, ma sono ai massimi storici. Abbiamo interrogato anno per anno l’enorme database di Almalaurea e abbiamo notato che nel 2024 sono 6.567, il valore più alto dall’inizio della serie storica che abbiamo esaminato. Un primato che arriva al termine di una crescita lunga quasi vent’anni, e che racconta una storia ben diversa da quella del declino culturale spesso evocato quando si parla di giovani italiani e lingue straniere.
La traiettoria è inequivocabile. Nel 2006, quando il nuovo ordinamento universitario era ancora in fase di rodaggio, i laureati in discipline linguistiche erano 4.359 in totale, di cui la maggior parte ancora inquadrata nei vecchi percorsi pre-riforma. Con l’affermarsi del ciclo magistrale i numeri crescono con costanza: 3.618 nel 2009, 4.519 nel 2012, 4.802 nel 2015, 5.116 nel 2018. Il salto più netto arriva tra il 2018 e il 2021, quando i laureati magistrali passano da 5.116 a 6.318. E nel 2024 si sale ancora, a 6.567: un aumento del 50% in sei anni, e del 4% solo nell’ultimo triennio.

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Quanta droga c’è nelle fogne di Milano? 

Meno di tante altre grosse città europee. Nel 2025 Milano è risultata essere rispettivamente al 53mo e al 67mo posto su 140 città europee per consumo medio giornaliero di cocaina e metanfetamina, all’83mo posto su 100 per consumo di cannabis, al 76mo su 130 per MDMA e agli ultimi posti riguardo alle Amfetamine.
Lo mette nero su bianco la Wastewater analysis and drugs — a European multi-city study dell’European Union Drug Agency, che si basa sull’analisi delle acque reflue.
Una seconda città esaminata è Bolzano, che mostra una presenza di queste sostanze molto inferiore rispetto a Milano.

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Cibi ultraprocessati e cancro: perché il consumo cresce anche in Italia

Sempre più dati mostrano che i cibi ultraprocessati, basati cioè su ingredienti di basso valore nutrizionale ma molto energetici (come grassi saturi e sciroppo di glucosio-fruttosio) e ricchi di additivi (come coloranti ed esaltatori di sapidità), aumentano il rischio di cancro, in particolare del tumore del colon-retto. Purtroppo, però, il consumo di questi cibi è in aumento, anche nelle popolazioni di Paesi come il nostro, che tradizionalmente adottano la dieta mediterranea, indicata come la più salutare dalle linee guida per la prevenzione oncologica.

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