Monopoli, licenze e brevetti: così l’Europa può colmare il ritardo nei vaccini

Siamo in ritardo con la campagna vaccinale, per molte ragioni. Ciò che l’Europa ha contrattato con le aziende farmaceutiche “occidentali”, è di fatto un’occasione mancata, ed è del 9 marzo la notizia che è stato siglato l’accordo fra il fondo governativo russo e la società Adienne Pharma&Biotech per la produzione in Italia del vaccino Sputnik V. Che cosa significa questo? Che stiamo vedendo chiaramente che l’Occidente da solo non può farcela, perché la produzione dei vaccini approvati in Europa così come è stata portata avanti finora, solo da parte delle aziende produttrici, non è più sufficiente a garantire dosi per tutti nei tempi necessari.

Le forniture dipendono dalla capacità negoziale dei singoli, dal momento che a oggi i vaccini per la Covid-19 sono ancora sotto un brevetto della durata ventennale. La situazione a livello globale è una nuova Guerra di Piero, con una geopolitica che si sta riorganizzando alla luce del potere di contrattazione dei vari Paesi per accaparrarsi più dosi possibile prima degli altri.

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