Vaccini, la corsa nei Paesi ricchi e in quelli poveri. Dove rischiano di non arrivare?

La Gran Bretagna il 2 dicembre ha approvato l’uso del vaccino anti-coronavirus della Pfizer-BioNTech che sarà disponibile nel Paese a partire dalla prossima settimana. Il Regno Unito diventa così il primo Paese al mondo ad approvare il vaccino della Pfizer-BioNTech per un uso diffuso. Per quanto riguarda Europa e Stati Uniti non ci sono ancora notizie o meglio per ora non c’è alcun annuncio da parte di enti regolatori dell’Unione europea e degli Usa. Sappiamo che ci sono paesi che hanno dichiarato di stare lavorando per prenotare (non ancora acquistare) delle dosi. Ma non si sa di preciso che cosa stanno facendo quei paesi che finora non hanno fatto annunci urbi et orbi, in particolare i paesi meno ricchi del mondo.

Che cosa dobbiamo ragionevolmente aspettarci? 

Abbiamo provato a cercare dati in merito, come è il nostro approccio, ma ci siamo trovati di fronte un ginepraio di supposizioni, stime, previsioni. La verità è che ogni giorno i giornali riportano numeri diversi, per esempio sul costo di una dose, usando quasi sempre i condizionali. Giustamente: non esiste ancora nessun vaccino pronto per la vendita. Abbiamo quindi deciso di parlarne con Gavino Maciocco, che da decenni si occupa di salute globale come docente di Igiene e sanità pubblica presso l’Università di Firenze, e come promotore e coordinatore del sito web Saluteinternazionale.info.

Continua sul Sole 24 Ore

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