#4 – SIOR TODERO

In questi giorni ho acquistato, accarezzato, annusato e poi letto con calma il libretto pubblicato da Sandro Carotta, osb, monaco dell’Abbazia di Praglia, (luogo magico, che ho avuto il privilegio di vivere per tre giorni l’anno scorso). Si intitola Dentro l’Opera. Riflessioni e suggestioni, e raccoglie le sue considerazioni su arte, brani musicali, vite. In copertina c’è un acquerello che ritrae Marlene Dietrich, e infatti il primo brano è dedicato a L’Angelo Azzurro. Che film.

Sta ceta, che se no inizi a divagare. Parlando di Sior Todero Brontolon, la geniale commedia goldoniana, Carotta riporta un brano che mi sono segnata. Scrive Goldoni nella prefazione all’opera, rispondendo a chi chiedeva a chi si fosse ispirato, fra i nobili Veneziani, per tratteggiare Sior Todero:

«Dio mi guardi dall’esporre al pubblico il difetto di chi che sia in particolare; ma in verità, quando scorgo tali caratteristiche odiose, faccio forza a me stesso, e vi vuole tutto quel principio di onestà che mi sono prefisso, per risparmiar loro quel ridicolo che si danno da se stessi»

Mi è apparso subito come un monito, non solo per me, per ricordarmi di trattenermi da tante brutte abitudini da social network, come quella di deridere sempre senza attesa. Ma soprattutto nella speranza che gli altri facciano lo stesso con me “per quel ridicolo che mi do da me stessa”. Che ci diamo tutti, alla fin fine.

Non vi sentite particolarmente ridicoli in questo periodo? Io sì. Un collega in questi giorni ha sintetizzato su Facebook la nostra situazione attuale in questo modo: “Non è grave, finché non è grave”. Credo venga da qui il senso di ridicolaggine che percepisco: la follia data dal fatto che è come se a ogni passo verso un burrone dicessimo “ohibò, ma c’è un burrone”, con lo stupore di chi non ricorda che anche al passo precedente si scorgeva il burrone con chiarezza. Mi viene in mente l’immagine disneyana dove il cane-scopa spazza via il sentiero intorno ad Alice e lei rimane persa nel suo istante.

Inutile che perda tempo a snocciolare i dati. Segnalo che su Infodata il nostro Sapomnia (Riccardo Saporiti) ha modificato il grafico che vi mostra in tempo reale la saturazione delle terapie intensive regione per regione. Ora è ancora più chiaro in che situazione siamo. Segnalo che alcuni colleghi su Wired hanno lanciato un appello alle istituzioni affinché si liberino dati dettagliati davvero utili. “E proprio a proposito delle terapie intensive, un indicatore importante della gravità dell’epidemia, è necessario sapere quanti siano i posti effettivamente disponibili” scrivono Saporiti, Dotti e Gentile. “Ma in tempo reale, non quando il commissario Domenico Arcuri trova il tempo per farlo. Perché è verosimile che nelle prossime settimane le regioni mettano in campo nuovi posti letto, come sta avvenendo in Lombardia con la riattivazione del tanto contestato ospedale all’interno della fiera di Milano.”

Non è allarmismo, è che i dati sono allarmanti, e sapevamo anche a giugno (e molti di noi lo ricordavano ogni giorno), che il via libera alle vacanze senza sottoporre nessuno a tampone al rientro (fino a fine agosto) ci avrebbe portato a questa medesima situazione. Ecco, vedete, sto rifacendo l’errore che Goldoni mi ricorda di non fare. Non piangiamo ora sul latte versato: attribuiamo le responsabilità ma guardiamo avanti. In questo momento sono in terrazza, sto bevendo un te alla menta godendomi uno degli ultimi tepori dolomitici ottobrini. L’autunno continua, con colori magnifici, che vi lascio in foto. Avrei dovuto essere a prove di coro a quest’ora, stiamo studiando un Magnificat di Francesco Durante che è una cosa meravigliosa. Ma è meglio così, anche se mi rattrista molto sospendere.

Altri consigli di lettura EP (esenti puttanate) che ho raccolto in settimana sono anzitutto questo articolo scientifico apparso su JAMA a firma di ricercatori di Yale che fa il punto sulla tanto discussa Immunità di gregge a proposito di COVID. Il punto è presto detto: contagiarsi tutti di COVID non è una soluzione per venirne fuori. “Una tale strategia è irta di rischi e inoltre, finora, non vi è alcun esempio di una strategia di immunità di gregge basata su infezioni intenzionali di successo su larga scala.” Il secondo suggerimento è questo articolo scritto dal collega Massimo Sandal per Facta che sintetizza tutto ciò che sappiamo davvero sugli asintomatici. Terzo consiglio di lettura: quanto stanno pesando i contagi nelle scuole? La risposta è su Infodata. Infine, su Le Scienze, la sintesi di cosa dice davvero la letteratura scientifica sull’efficacia dei vari tipi di mascherina.

“Tanto chi non crede a tutto questo non lo convinci dicendogli di leggere questi articoli”. Probabilmente è così: ma magari diamo argomenti validi a chi a casa sua, o al bar, prova a tu per tu a parlare con chi nega la gravità della cosa. A tu per tu si comunica sempre meglio.

(volevo postare il video sempiterno di Jack che ritrae Rose con il Cuore dell’Oceano, ma scopro che Youtube li ha oscurati perché sono contro il pudore. Per un seno. Una scena che è poesia pura. Per parafrasare Paolo Poli: “Pensavo fosse il secolo del sesso, e invece è solo il secolo del cibo”.)

Gli eventi non mancano in queste settimane. Non so se anche per voi è così, ma è un turbinio di incontri, conferenze, festival online. Non è la stessa cosa. Assurdo: me lo aveste chiesto un anno fa, mai avrei risposto così. Giovedì il nostro ufficio OMS di Venezia che si occupa di disuguaglianze di salute (dico “nostro” perché ci collaboro come consulente comunicazione, ma anche “nostro” perché è l’unico ufficio italiano anche se non lo sa nessuno), ha organizzato un #COVIDnar (webinar sul COVID che organizziamo settimanalmente da marzo) a cui ha partecipato sir Michael Marmot. Il Guru mondiale delle disuguaglianze di salute. Colui che ha contribuito a cambiare lo sguardo su come misuriamo la salute della popolazione. Incontro super, come al solito.

Vi lascio sotto alcune slides con i dati che ha presentato su COVID e svantaggio: siamo sulla stessa barca, ma è il Titanic, e c’è Rose in prima classe, mentre Jack è in terza.

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