Analfabeti funzionali e social network: come siamo messi in Italia?

Che un programma politico serio debba ripartire dalla formazione anche umanistica di ragazzi e adulti è oggi più che mai necessario. Con l’avvento dei social network, la percentuale di persone che leggono contenuti e che li condividono o li commentano è aumentata incredibilmente, ma purtroppo questa partecipazione non è andata di pari passo con un miglioramento delle capacità di comprensione del testo, nel senso di interpretarlo, di saper leggere fra le righe elaborando delle conclusioni proprie. Lo mostrano chiaramente i risultati dei test Pisa di OCSE, che misurano la competenza di lettura al fine di raggiungere i propri obiettivi, sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità e svolgere un ruolo attivo nella società.
Stando all’ultima analisi, relativa al 2015 (si tratta dei ragazzi che hanno compiuto 18 anni nel 2018), l’Italia non si discosta dalla media OCSE per quanto riguarda la percentuale di studenti che raggiunge bassi livelli di comprensione del testo, ma la forbice aumenta se si sale di livello. Solo lo 0,6% dei quindicenni italiani contro l’1,1% della media OCSE raggiunge il livello più elevato di preparazione.
Il livello “base “ è il 2, che tuttavia non è raggiunto da un quarto dei ragazzi italiani. Il raggiungimento del livello 2 implica saper riconoscere l’idea principale in un testo, comprendere le relazioni, o costruire il significato all’interno di una parte limitata del testo quando l’informazione non è evidente e il lettore deve compiere delle inferenze di livello inferiore.
La provocazione di fondo è quale sia il “livello” richiesto nella società odierna per orientarsi nella complessità delle fonti di informazione presenti online, e saperle confrontare ed elaborare un proprio pensiero.

È sufficiente oggi il livello 2 per usare i social media?

Continua su Il Sole 24 Ore

Una risposta a "Analfabeti funzionali e social network: come siamo messi in Italia?"

  1. luigi bertuzzi 31 Gen 2019 / 10:41

    Ho inserito questo commento all’articolo sul Sole 24 Ore. Non so se sia in moderazione e se verrà pubblicato. Ho solo rilevato il suo link [#comment-6295]. Lo copio qui con una piccola aggiunta [il riferimento alla “politica istituzionale].
    Cordiali saluti, Luigi

    Prendo per buona la definizione di analfabetismo funzionale che si trova su Wikipedia.
    Mi sento di affermare, a valle di un’esperienza lavorativa conclusa senza aver potuto raggiunere i miei obiettivi, che l’analfabetismo funzionale è lo standard di fatto della comunicazione interpersonale ai tempi della rete, imposto [a inizio anni ’90] da interessi industriali ben rappresentati presso gli enti per gli standard internazionali dell’ICT [Tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione].
    L’uso dello spazio commenti dei siti web si può ritenere, se si riuscisse ad approfondire il significato della mia affermazione, un esempio di analfabetismo funzionale delle redazioni e, purtroppo, della politica istituzionale.
    Mi scuso se posso sembrare arrogante.
    Provo a dirne di più usando il dominio casrayuela punto eu

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