West Nile Fever: i dati sulla situazione 2018

APPROFONDIMENTO – La prima cosa da dire riguardo ai casi di West Nile Fever nel nord Italia(in particolare in Veneto, Emilia e Friuli) è che ogni anno si registrano dei casi in tutta Europa, anche se quest’anno la diffusione è molto maggiore ed è iniziata prima rispetto agli anni precedenti. “La ragione di questo boom è facilmente individuabile nella presenza di forti piogge e del grande caldo a inizio stagione, in particolare a giugno, anche se già ora ad agosto in Italia il numero di zanzare si è stabilizzato e siamo ritornati ai numeri degli anni precedenti” spiega a OggiScienza Claudio Venturelli, Entomologo presso la AUSL della Romagna.

La West Nile è una malattia il cui contagio avviene per puntura di zanzara Culex e i serbatoi di infezione sono gli uccelli migratori e gli animali domestici, nei cui corpi il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese. “La malattia non si trasmette da persona a persona, e una zanzara non può infettarsi pungendo una persona infetta diventando vettore della malattia, come invece avviene con Zika, Dengue e Chikungunya – continua Venturelli – perché nell’uomo, così come nel cavallo, in una goccia di sangue non è presente sufficiente DNA virale di WNV affinché la zanzara riesca a replicarlo.

Qual è la diffusione in Italia?

Il virus West Nile (WNV) è stato segnalato in Europa a partire dal 1958 ed è considerato il flavivirus più diffuso al mondo, mentre il meno noto virus Usutu (USUV), anch’esso un flavivirus, è stato osservato per la prima volta in Europa nel 1996.

Stando all’ultimo bollettino dell’ISS, che riporta i dati aggiornati al 22 agosto, da giugno sono stati segnalati 255 casi umani di infezione da West Nile Virus (WNV), e di questi 103 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (34 in Veneto di cui 1 segnalato dalla Regione Friuli Venezia Giulia di un residente ricoverato a Trieste ma che ha soggiornato in Provincia di Venezia, 62 in Emilia- Romagna, 2 in Lombardia, 3 in Piemonte, 2 in Sardegna). 40 sono invece i contagiati identificati in donatori di sangue (21 in Emilia-Romagna, 9 in Veneto, 5 in Piemonte, 3 in Lombardia, 2 in Friuli Venezia Giulia).
Attualmente i morti sono stati 10: 3 in Veneto e 7 in Emilia- Romagna), mentre 112 sono i casi di febbre confermata (35 in Emilia-Romagna, 73 in Veneto, 2 Lombardia, 2 Veneto).

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