In Italia i rifiuti speciali crescono ancora

Nei giorni scorsi ISPRA ha pubblicato un rapporto che fa il punto sulla situazione dei rifiuti speciali, fra quanti ne produciamo e come li trattiamo, in relazione a quanto ci impone il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti. La cattiva notizia è che a quanto pare sia per i rifiuti pericolosi che per quelli non pericolosi siamo piuttosto lontani dal raggiungimento degli obiettivi previsti.
Il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti fissa infatti una riduzione del 5% della produzione dei rifiuti urbani per unità di PIL, una riduzione del 10% della produzione dei rifiuti speciali pericolosi per unità di PIL e una riduzione del 5% della produzione dei rifiuti speciali non pericolosi per unità di PIL.

Riguardo ai rifiuti speciali non pericolosi, la variazione del rapporto tra produzione di rifiuti per unità di PIL, rispetto ai valori registrati nel 2010, risulta ancora positiva e quindi ancora lontana dagli obiettivi fissati dal Programma. Dal 2010 al 2011 la produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di PIL è cresciuta dell’1,1%, nel 2012 dello 0,16%, nel 2013 dello 0,48%, per poi subire un’accelerata dal 2014 al 2016, dove la variazione è stata del +4,67% nel 2014, del 6,1% nel 2015 e del 7,03% nel 2016.

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