OggiScienza

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RICERCA – Il nastro di Moebius è molto raro in natura. È più noto come la struttura matematica amata da Escher nei suoi disegni, e che possiamo facilmente ricostruire anche da noi, prendendo un nastro di carta e congiungendone le estremità ribaltandone uno dei capi.
Forse è meno noto però che oltre che di carta, è stato possibile di recente creare un nastro di Moebius anche con la luce, un Moebius luminoso, che conferma una potenzialità di questa struttura che alcuni scienziati ipotizzavano da oltre 10 anni, ma che non era mai stata sperimentata. Vi è riuscito un team di ricercatori coordinato da Thomas Bauer, dell’Istituto Max Planck di Erlangen, che ha coinvolto anche ricercatori italiani dell’Università Federico II di Napoli e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Risultati pubblicati su Science. Abbiamo chiesto a Lorenzo Marrucci dell’Università Federico II di raccontarci meglio di cosa si tratta.

“Il nostro…

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