OggiScienza

278696372_ffb84fc851_zCULTURA – “Il bello della paleontologia rispetto alle altre scienze è che una volta terminati i lavori di scavo, estrazione e studio, i reperti vengono ripuliti e preparati all’esposizione, si possono mostrare in tutto il loro splendore” racconta Marco Cherin, paleontologo presso l’Università di Perugia, a una platea di grandi e piccoli in occasione del Festival della Scienza di Genova. Imparare anzitutto osservando, e in quanto a osservazione un’occasione in più ci è data dalla tecnologia, come i nostri smartphone, che diventano un interessante terzo occhio per andare letteralmente indietro nel tempo, oppure i software di ultima generazione che permettono di ricostruire virtualmente interi scheletri a partire da pochi frammenti ritrovati, studiarli come se li avessimo lì davanti a noi.

Un incontro molto interessante, quello genovese, che ha visto dialogare un paleontologo “navigato” come Raffaele Sardella, e tre dei giovani studiosi di paleontologia più promettenti per lo sviluppo di questa…

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