La nuova campagna vaccinale contro il COVID dovrebbe iniziare con l’avvio di ottobre, insieme a quella antinfluenzale. Dovrebbe, perché al momento non ci sono date certe sull’arrivo dei nuovi vaccini contro SARS-CoV-2 né se a somministrarli dovranno essere i medici di medicina generale. “Probabilmente sì, dato che non sono ancora giunte circolari che parlano di hub vaccinali. Attendiamo maggiori informazioni pratiche”, racconta Maurizio Orso, direttore della struttura Vaccinazioni e sorveglianza malattie infettive dell’Ospedale Niguarda di Milano.
New family of brain cells discovered
Scientists have known for decades that the nervous system comprises two families of cells: glial cells and neurons. Neurons process and transmit information through their networks via connections called synapses, while glial cells nestle between neurons providing structural and physiological support.
A team that includes researchers from the IRCCS Santa Lucia, and the University of Rome Tor Vergata has found a group of astrocytes, which are a subset of glial cells, that plays a role in synaptic transmission and is involved in information processing1. These cells have characteristics that were never before observed in the astrocyte family, placing them halfway between glial and neuronal cells. Specifically, researchers found that they can release the neurotransmitter glutamate at a speed that would allow a fast modulation of synaptic transmission.
Ma è ancora vero che nei comuni capoluogo ci sono più laureati e c’è più lavoro che nei comuni periferici?
Nei 14 comuni capoluogo delle aree metropolitane i livelli di istruzione sono mediamente più alti, e i tassi occupazionali pure, anche quelli femminili, rispetto ai comuni che gravitano intorno a questi grandi centri. Facile intuizione, viene da dire. Ma quanto più alti?
Nei mesi scorsi Istat ha pubblicato una nota che mappa fra le altre cose la distribuzione dei residenti nelle fasce dei comuni metropolitani per titolo di studio e situazione occupazionale: dal comune metropolitano ai comuni di I e II cintura, fino alle zone più periferiche dell’area metropolitana. Normalmente questo dato non viene fornito con un livello così fine di dettaglio. Si hanno quasi sempre informazioni di questo tipo a livello regionale o al più comunale senza distinguere dove si localizza un comune rispetto al capoluogo.
Che cosa accadrebbe se decidessimo di mangiare carne solo la domenica?
All’Università di Oxford c’è un team che si occupa di misurare seriamente l’impatto dell’alimentazione di onnivori, vegetariani e vegani sull’ambiente. Recentemente è uscito sulla rivista NatureFood un nuovo studio, il primo a individuare la differenza che le diete ricche e povere di carne hanno sulle emissioni di gas serra, di uso del suolo, di consumo di acqua, e del suo inquinamento con conseguente perdita di specie. In tutti i casi, i grandi mangiatori di carne hanno avuto un impatto negativo significativamente più elevato rispetto ad altri gruppi. Una differenza enorme, ben maggiore di quanto altri scienziati avevano stimato precedentemente.