Non è un caso se Period. End of Sentence (in italiano Il ciclo del progresso) diretto da Rayka Zehtabchie da qualche giorno visibile su Netflix, ha vinto il premio Oscar 2019 come miglior cortometraggio documentario. Sicuramente si tratta di un buon segnale da raccontare l’8 marzo, nella Giornata Internazionale della Donna, per ricordarci che la lotta per l’emancipazione femminile corre a diverse velocità e se di lotta si parla dobbiamo mantenere uno sguardo ampio.
Nei segmenti di popolazione più ricchi del mondo si discute di gender pay gap, di fare in modo che l’uguaglianza statistica raggiunta in termini di accesso all’istruzione si traduca in una reale parità di diritti sul luogo di lavoro. Ma nel frattempo in uno dei tanti villaggi dell’India solo una ragazza su dieci, secondo quanto racconta il documentario, ambientato appena fuori Delhi, ha modo di utilizzare gli assorbenti. Le altre nove non sanno nemmeno che cos’è, un assorbente. E si finisce per lasciare la scuola a 12 anni solo perché non si hanno panni puliti.
Il segnale meno positivo è che anche cercando online, di dati su questo fenomeno se ne trovano ancora molto pochi. Si tratta di un fenomeno ancora prevalentemente non mappato. Solo UNICEF ha stimato che in Africa una ragazza su dieci non frequenti la scuola durante le mestruazioni, con assenze medie di quattro giorni ogni quattro settimane. Ma si tratta di valori basati su studi condotti a livello locale.
Il mio cancro al seno da libera professionista
“Il dato di fatto è che ancora oggi, a distanza di quattro anni dall’inizio del mio percorso, fatturo la metà di quanto guadagnavo prima della malattia. Di cancro al seno guariamo in tante, sempre di più, oggi è normale trovarsi a condividere un ‘anch’io’ con un’altra donna mentre fai la fila per il pane, o sei in autobus. Anche se sei una persona che da trent’anni lavora e paga le tasse e la propria cassa di previdenza, anche se ti attrezzi con un’assicurazione, anche se hai i risparmi da parte. Anche se di lavoro sei una consulente in ambito biomedico e anche se da sempre lavori su te stessa per apprendere tecniche per superare i momenti di avversità, al di là della malattia”.
Carla Fiorentini non è certo una persona che potrei definire fragile. L’ho incontrata la prima volta di persona un paio d’anni fa, in occasione di un corso di formazione per specialisti sanitari. Eravamo state invitate entrambe come relatrici. Carla, ben più grande di me di età, è un vulcano e mi colpisce subito per la sua grande capacità di saperti tenere attento mentre parla. Oggi, mentre mi racconta la sua storia di paziente con un tumore al seno individuato già a uno stadio avanzato, me la immagino con tutta la sua grinta a combattere fino a uscirne salva. Una grinta che non tutte le donne hanno. Per questo Carla ha raccontato la sua storia in un libro “Quattro passi in galleria. Quando non vedi la fine del tunnel, arredalo” (Youcanprint, 2018) con prefazione di Geppi Cucciari.
Quattro anni fa a Carla viene diagnosticato un tumore al seno. Si tratta – le dicono in un primo momento – di un piccolo nodulo di cinque millimetri. In realtà a un esame più approfondito condotto in un altro centro, sono due i noduli, uno a destra e uno a sinistra, e il più grande ha un diametro di cinque centimetri, non millimetri. “L’aspetto sconcertante è che io, essendo paziente a rischio, ero da anni coinvolta nello screening che prevede la mammografia e l’ecografia ben prima dei quarant’anni. Eppure, come può capitare talvolta, il tumore non viene individuato. Anzi, nel momento della diagnosi ci si accorge che ha già coinvolto i linfonodi”.
Inquinamento: c’è un modo per far rientrare Milano nei limiti.
I dati lo confermano: l’Area B, la zona a traffico limitato milanese con divieto di accesso e circolazione per alcune tipologie di veicoli, può funzionare davvero. Anche una zona enormemente inquinata come quella milanese, maglia nera in Europa, può rientrare già a partire dal 2022 nei limiti fissati per la sicurezza della salute dei cittadini. Lo ha messo nero su bianco l’ultimo rapporto di Cittadini per l’Aria Onlus dal titolo “Effettuazione di simulazioni relative a scenari di riduzione dei veicoli diesel nella città di Milano” realizzato da ARIANET per l’associazione, grazie al sostegno di ClientEarth.
#8marzo – I diritti delle donne. Una questione aperta
Car* amici e amiche,
l’11 marzo insieme all’ISBREC, a SPI-CGIL, la Casa dei Beni Comuni e all’Associazione Verba Volant abbiamo organizzato questo incontro per parlare dei diritti delle donne 🚻 fra ieri e oggi.
Soprattutto oggi. Sono molti i temi su cui dobbiamo ancora confrontarci e arrabbiarci di più, aspetti non così lontani – purtroppo – da quelli che hanno animato le battaglie del secolo scorso. Spero veniate numerosi e numerose!
Ci saranno anche interventi di poesie e musica da parte di artiste bravissime 🙂
