I bambini degli anni Ottanta e Novanta – quelli che oggi sono genitori, insegnanti o comunque cittadini adulti – sono cresciuti immersi in un flusso di televisione sorprendentemente violenta.
Un’indagine realizzata nel 1992 dal Center for Media and Public Affairs negli Stati Uniti rivelava che i programmi per bambini contenevano in media 25 atti di violenza all’ora. In cima alla classifica si trovava Dark Water, con 109 atti in sessanta minuti, seguito da Cookie’s Cartoon Club con 100 e Tom and Jerry Kids con 88. Anche Dragon Warrior, Looney Tunes e G.I. Joe registravano valori elevati, rispettivamente 85, 80 e 78, mentre Bugs Bunny and Pals arrivava a 68 e Toxic Crusaders a 63. Per i ricercatori, questi erano programmi da considerare “molto violenti”. Seguivano quelli definiti semplicemente “violenti”: Il mago di Oz e Ducktales con 29 atti l’ora, Beetlejuice con 28, Braccio di Ferro con 27 e, poco sotto, Fantastic Max, Dinosaucers e Chip N’Dale’s Rescue Rangers con 26.
La frode scientifica sembra essere un sistema strutturato. Un’indagine svela come funziona
Negli ultimi anni, numerose indagini scientifiche e giornalistiche hanno acceso i riflettori su un fenomeno in crescita: la frode scientifica sistematica. Se un tempo le preoccupazioni riguardavano soprattutto i comportamenti isolati di singoli ricercatori disonesti, oggi emerge un quadro ben più organizzato e capillare.
Le chiamano paper mills, ossia “cartiere” scientifiche che non si limitano a fabbricare articoli falsi per poi rivenderli a ricercatori in cerca di pubblicazioni facili, ma agiscono spesso in collaborazione con agenzie che piazzano i lavori su riviste compiacenti, o direttamente come broker che controllano almeno parte del processo decisionale editoriale.
Attraverso l’analisi di casi concreti, i ricercatori hanno individuato reti di individui che hanno lavorato insieme per pubblicare articoli poi ritrattati, intermediari specializzati in grado di assicurare la pubblicazione su specifiche riviste e settori disciplinari più colpiti di altri all’interno della stessa area scientifica.
La mortalità per malattie croniche è calata, ma meno rispetto al decennio precedente
(mio) La mortalità per malattie croniche è calata, ma meno rispetto al decennio precedente, anche nei paesi ricchi.
Su Le Scienze passiamo in rassegna le ipotesi del perché questo si stia verificando, nonostante i progressi farmacologici.
Spoiler: meno misure di salute pubblica che lavorino sui determinanti sociali di salute.
Come si misura l’età biologica? Ce lo dice la geroscienza
Nel 1950 una persona su 20 aveva più di 65 anni. Nel 2021 è over-65 un individuo ogni 10 e nel 2050 lo sarà 1 su 6. Dal momento che invecchieremo, la questione è come invecchiare con meno problemi di salute possibile. Fare in modo cioè di rallentare alcuni processi che oltre all’età cronologica fanno aumentare la nostra età biologica.