A un bambino su 4 viene dato lo smartphone prima dei 5 mesi 

La televisione di sottofondo, il tablet che distrae, lo smartphone usato come calmante: sempre più spesso già i più piccoli si trovano immersi in un ambiente digitale. Nel 2025 l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un report interessante che riguarda i bambini fino ai 2 anni, ossia i famosi 1000 giorni di cui tanto si parla come periodo importante per lo sviluppo della persona. Questi primi 1000 giorni, dal concepimento ai due anni, sono una finestra critica per lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico.

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Scopri quanti cartoni animati violenti hai visto nella tua infanzia (e pensa che ai tuoi figli va peggio) 

I bambini degli anni Ottanta e Novanta – quelli che oggi sono genitori, insegnanti o comunque cittadini adulti – sono cresciuti immersi in un flusso di televisione sorprendentemente violenta.

Un’indagine realizzata nel 1992 dal Center for Media and Public Affairs negli Stati Uniti rivelava che i programmi per bambini contenevano in media 25 atti di violenza all’ora. In cima alla classifica si trovava Dark Water, con 109 atti in sessanta minuti, seguito da Cookie’s Cartoon Club con 100 e Tom and Jerry Kids con 88. Anche Dragon Warrior, Looney Tunes e G.I. Joe registravano valori elevati, rispettivamente 85, 80 e 78, mentre Bugs Bunny and Pals arrivava a 68 e Toxic Crusaders a 63. Per i ricercatori, questi erano programmi da considerare “molto violenti”. Seguivano quelli definiti semplicemente “violenti”: Il mago di Oz e Ducktales con 29 atti l’ora, Beetlejuice con 28, Braccio di Ferro con 27 e, poco sotto, Fantastic Max, Dinosaucers e Chip N’Dale’s Rescue Rangers con 26.

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La frode scientifica sembra essere un sistema strutturato. Un’indagine svela come funziona 

Negli ultimi anni, numerose indagini scientifiche e giornalistiche hanno acceso i riflettori su un fenomeno in crescita: la frode scientifica sistematica. Se un tempo le preoccupazioni riguardavano soprattutto i comportamenti isolati di singoli ricercatori disonesti, oggi emerge un quadro ben più organizzato e capillare.
Le chiamano paper mills, ossia “cartiere” scientifiche che non si limitano a fabbricare articoli falsi per poi rivenderli a ricercatori in cerca di pubblicazioni facili, ma agiscono spesso in collaborazione con agenzie che piazzano i lavori su riviste compiacenti, o direttamente come broker che controllano almeno parte del processo decisionale editoriale.
Attraverso l’analisi di casi concreti, i ricercatori hanno individuato reti di individui che hanno lavorato insieme per pubblicare articoli poi ritrattati, intermediari specializzati in grado di assicurare la pubblicazione su specifiche riviste e settori disciplinari più colpiti di altri all’interno della stessa area scientifica.

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Ether0, il nuovo modello open source di IA per la ricerca chimica (e perché monitorare FutureHouse) 

C’è una startup californiana che va tenuta sicuramente d’occhio. Si chiama FutureHouse, ed è stata fondata nel 2023 come organizzazione non profit e sostenuta da Eric Schmidt, ex CEO di Google, FutureHouse con una missione ambiziosa: creare un vero e proprio “scienziato artificiale”, in grado di gestire l’intero ciclo della ricerca scientifica — dalla formulazione delle ipotesi alla scrittura degli articoli.

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