Cosa abbiamo fatto durante il lockdown?

Durante il lockdown, la Fase 1 della gestione della pandemia, in Italia ha lavorato il 16,7% della popolazione maggiorenne, la metà rispetto a quanto emergeva da indagini analoghe, che indicano circa un 34% di persone impegnate in attività̀ lavorative nel corso della giornata. Il 28% delle donne ha lavorato meno del solito (fra le occupate), contro il 23% dei maschi. Il 44% di chi ha lavorato lo ha fatto da casa, e solo il 28% è uscito per fare una passeggiata, andare a lavoro, fare la spesa. Insomma vi raccontiamo con i numeri che cosa abbiamo fatto durante il lockdown. L’articolo integrale su #24+ edizione premium del Sole 24 Ore.

I bianchi si laureano ancora molto più dei neri. Il gap etnico dell’università americana oggi

Si stima che nel 2020 circa il 65% dei posti di lavoro americani richieda una qualche forma di istruzione universitaria, rispetto al 28% del 1973. In generale, i tassi di disoccupazione sono più bassi per le persone con un livello di istruzione superiore, e i loro salari sono più alti.

Rispetto ai diplomati, i laureati triennali hanno quasi due volte meno probabilità di essere disoccupati e guadagnano circa 25.000 dollari in più ogni anno. Inoltre, chi possiede una laurea triennale, guadagna in media quasi 1 milione di dollari in più nel corso della propria vita rispetto a chi non ha frequentato il college.

La cosa interessante è che non si tratta solo di un vantaggio individuale. Questi aspetti economici personali comportano maggiori benefici per la comunità: un aumento delle entrate fiscali e una minore dipendenza dall’assistenza pubblica o dai programmi di “rete di sicurezza sociale”. Inoltre, un aumento dei livelli di istruzione per tutti è associato a meno criminalità e detenzione, a una migliore salute pubblica, a più volontariato, e a più contributi filantropici.

Eppure, nel 2018 possiede un Bachelor (corrispondente alla nostra laurea triennale)  il 16% degli afro-americani e il 13% dei latini, contro il 24% degli americani bianchi caucasici adulti. E mano a mano che sale il livello di istruzione, aumenta il gap etnico. Ha un Master Degree il 10,7% dei bianchi, il 7% degli afro-americani e il 4,1% dei latini; un dottorato il 2,3% dei bianchi, l’1,2% degli afro-americani e lo 0,6% dei latini. In numero assoluto nel 2018 hanno una laurea magistrale oltre 15 mila bianchi e appena 1800 afro-americani adulti e 1300 latini. Hanno un dottorato 3218 bianchi e solo 300 afro-americani e 193 latini.

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Stati Uniti: ecco le città dove la segregazione etnica è ancora presente, anche a scuola

È l’area metropolitana di Milwaukee-Waukesha, in Wisconsin a registrare il più alto indice di segregazione residenziale fra le città statunitensi, seguita da New York, Chicago e Detroit.

La segregazione etnica negli Stati Uniti come forma di disuguaglianza sociale è ancora ben radicata, anche nelle grandi metropoli del paese. Un indicatore demografico che viene utilizzato dai sociologi come misura di segregazione è il dissimilarity index, che indica la regolarità con cui due gruppi sono distribuiti su due aree geografiche che compongono un’area più grande. Alivello nazionale, questo indice fra i bianchi e i neri – che varia da 0 (completa integrazione) a 1 (completa segregazione) – pari a era 0,526.

A Milwaukee l’indice è di 0,798, con una popolazione nera pari a meno di un terzo di quella bianca. A New York, la seconda metropoli con la maggiore segregazione, l’indice è pari a 0,768 con una proporzione di un nero ogni 3 bianchi. A Chicago la proporzione è di 1,5 neri per 5,1 bianchi con un indice di dissimilarità di 0,753.

Ma al di sopra della media nazionale troviamo anche  Detroit, Celeveland, Buffalo, St. Louis, Philadelphia, Los Angeles, Pittsburgh, e anche Boston- Cambridge. Indianapolis, Birmingham, Baltimora, Miami, New Orleans, San Francisco, Atlantic City, Memphis, Houston, Atlanta, Dallas, e Minneapolis, la città dove è stato ucciso George Floyd il 25 maggio 2020. Lì il tasso di segregazione fra comunità bianca e nera p di 0,551.

I dati provengono dall’Ufficio censimento degli Stati Uniti. Si osservano forti differenze tra le varie regioni del paese. Le aree del nord-est e del Midwest industriale hanno registrato i più alti livelli di segregazione etnica con una segregazione tra neri e bianchi più bassa  nel sud e in alcune parti degli Stati Uniti occidentali.

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