Publish or perish: lo sappiamo tutti di che cosa si tratta. Nel sistema accademico odierno vince chi pubblica di più e nelle riviste più quotate. Se non pubblichi, perisci dal punto di vista della carriera da ricercatore o ricercatrice. Ogni rivista e ogni ricercatore ha un punteggio – l’impact factor – che ne misura la “popolarità” in termini di impatto dei risultati scientifici: più è alto più ci agevola in un concorso pubblico, o in un’assunzione.
Salute & sanità
In che aree d’Italia si gestisce meglio l’ipertensione? Naviga i dati
Due persone che soffrono della stessa patologia o che sono colpite dal medesimo evento – un infarto, un ictus – ma che vivono in due regioni diverse o addirittura in due aree territoriali diverse della stessa regione, possono andare incontro a due esiti di malattia diversi. Lo sappiamo bene: la sanità italiana è gestita a livello regionale, e sebbene le linee guida che improntano i percorsi assistenziali e terapeutici siano discussi a livello internazionale e nazionale, le dinamiche di gestione della patologia risentono della struttura socio-sanitaria di ogni territorio e delle risposte disponibili.
Esiste uno strumento per visionare i risultati delle Aziende Sanitarie su una serie di indicatori: si chiama PNE, acronimo che sta Piano Nazionale Esiti ed è gestito da AGENAS. È da poco stato pubblicato il rapporto 2023 con tutti i dati relativi al 2022 sulle performance dei vari ospedali e delle aziende sanitarie territoriali.
Il vaccino a mRNA può produrre proteine non volute
L’analisi di campioni di sangue prelevati da animali di laboratorio e da alcune decine di persone vaccinate con formulazioni a base di mRNA ha evidenziato la presenza di una risposta immunitaria anche a queste proteine. Una conseguenza che, seppur non associata a effetti collaterali dei vaccini stessi, deve essere tenuta in considerazione specie per lo sviluppo di terapie immunitarie
Uno studio pubblicato su “Nature” da un gruppo guidato da Anne Willis dell’Università di Cambridge ha descritto un possibile effetto non previsto dei vaccini a mRNA, quelli utilizzati contro SARS-CoV-2: la produzione di piccole quantità di proteine non volute.
La buona notizia è che la ricerca scientifica procede spedita su questo fronte evidenziando aspetti mai studiati della biologia molecolare. La rivoluzionaria tecnologia a mRNA è considerata promettente per aggredire anche altre malattie. Inoltre – con buona pace dei complottisti – questi risultati sono stati pubblicati da una delle riviste scientifiche più note al mondo.
In 30 anni un terzo di morti per cancro in meno. Per la ricerca, non certo per lo stile di vita. Infatti ci ammaliamo di più
Tra il 1991 e il 2020 negli Stati Uniti si è registrato un calo del 33% nella mortalità complessiva per cancro. Grazie a che cosa? Questa diminuzione della mortalità è dovuta in gran parte all’implementazione di campagne di sanità pubblica e a iniziative politiche progettate per ridurre il fumo e aumentare la diagnosi precoce. Tuttavia, i comportamenti correlati con un aumento del rischio di cancro non sembrano diminuire, anzi. Nonostante il il 40% dei tumori diagnosticati ogni anno sia associato a fattori di rischio modificabili con i propri comportamenti (non fumando, non abusando di alcol, seguendo una dieta sana, vaccinandosi contro alcuni patogeni, e via dicendo).
È la sintesi contenuta nel Cancer Progress Report pubblicato nelle scorse settimane dall’American Association for Cancer Research.
Il documento esamina tutta la letteratura scientifica sull’argomento, estrapolando i risultati più validati. Quello che ne emerge è che quasi il 20% delle diagnosi di cancro negli Stati Uniti sia legato all’eccesso di peso corporeo, a modelli alimentari non salutari, al consumo di alcol e all’inattività fisica.