Il vaccino a mRNA può produrre proteine non volute

L’analisi di campioni di sangue prelevati da animali di laboratorio e da alcune decine di persone vaccinate con formulazioni a base di mRNA ha evidenziato la presenza di una risposta immunitaria anche a queste proteine. Una conseguenza che, seppur non associata a effetti collaterali dei vaccini stessi, deve essere tenuta in considerazione specie per lo sviluppo di terapie immunitarie

Uno studio pubblicato su “Nature” da un gruppo guidato da Anne Willis dell’Università di Cambridge ha descritto un possibile effetto non previsto dei vaccini a mRNA, quelli utilizzati contro SARS-CoV-2: la produzione di piccole quantità di proteine non volute.

La buona notizia è che la ricerca scientifica procede spedita su questo fronte evidenziando aspetti mai studiati della biologia molecolare. La rivoluzionaria tecnologia a mRNA è considerata promettente per aggredire anche altre malattie. Inoltre – con buona pace dei complottisti – questi risultati sono stati pubblicati da una delle riviste scientifiche più note al mondo.

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In 30 anni un terzo di morti per cancro in meno. Per la ricerca, non certo per lo stile di vita. Infatti ci ammaliamo di più 

Tra il 1991 e il 2020 negli Stati Uniti si è registrato un calo del 33% nella mortalità complessiva per cancro. Grazie a che cosa? Questa diminuzione della mortalità è dovuta in gran parte all’implementazione di campagne di sanità pubblica e a iniziative politiche progettate per ridurre il fumo e aumentare la diagnosi precoce. Tuttavia, i comportamenti correlati con un aumento del rischio di cancro non sembrano diminuire, anzi. Nonostante il il 40% dei tumori diagnosticati ogni anno sia associato a fattori di rischio modificabili con i propri comportamenti (non fumando, non abusando di alcol, seguendo una dieta sana, vaccinandosi contro alcuni patogeni, e via dicendo).
È la sintesi contenuta nel Cancer Progress Report pubblicato nelle scorse settimane dall’American Association for Cancer Research.
Il documento esamina tutta la letteratura scientifica sull’argomento, estrapolando i risultati più validati. Quello che ne emerge è che quasi il 20% delle diagnosi di cancro negli Stati Uniti sia legato all’eccesso di peso corporeo, a modelli alimentari non salutari, al consumo di alcol e all’inattività fisica.

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New route for COVID-19 into human cells found by scientists

Scientists have known for more than three years that the main entry point for the SARS-CoV-2 virus into the body is the ACE2 receptor. A team in Italy has now identified another receptor, called RAGE, present on the surface of certain human immune cells, which can bind to SARS-CoV-2 and allow it to enter cells, altering their function and leading to a worse prognosis.

The research1 is a collaboration between Antonella Viola’s group at the Department of Biomedical Sciences of the University of Padua, researchers from the Human Technopole group coordinated by Giuseppe Testa, the European Institute of Oncology and the University of Milan.

“Since the beginning of the pandemic, we have been studying the coronavirus using single-cell multiomics, which means mapping the genes of immune cells, cell by cell, to understand how the virus works,” explains Giuseppe Testa, corresponding author of the study at the University of Milan, and head of neurogenomics at Human Technopole.

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A proposito di infezioni sessualmente trasmesse, sai cosa sono i condilomi genitali? 

Nel 2021 il sistema di sorveglianza ha segnalato 6,5 nuovi casi di condilomi genitali al giorno (2372 nel 2021 e 65263 dal 1991 a oggi; 2,5 casi di clamidia al giorno (891 in totale in Italia, 11.383 dal 1991), 2,2 casi di gonorrea al giorno (826 in totale per 10.597 in 30 anni), e 1,6 casi di sifilide I e II (582 nel 2021 e 10.022 dal 1991 a oggi), e un caso ogni due giorni di herpes genitale segnalato (233 nel 2021 e 10.623 in trent’anni). La maggior parte dei contagiati è uomo.

Il Ministero della Salute ha reso noti i nuovi dati sulle infezioni sessualmente trasmesse (IST): in trent’anni, dal 1991 al 2021. Nel complesso possiamo dire che per quasi tutte le malattie (fanno eccezione l’herpes genitale e la sifilide latente) la prevalenza negli ultimi 15 anni è andata crescendo.
Fanno eccezione gli ultimissimi anni, tra il 2018 e il 2020, durante i quali è stata osservata una riduzione del 27,8% circa delle segnalazioni. Questo trend positivo riguarda però gli uomini eterosessuali, ma non gli uomini che fanno sesso con uomini (MSM). Fra questi ultimi, tra il 2000 e il 2021, si è assistito a un incremento del 23,2% dei casi annui di IST. Non si capisce perché non siano precisati anche i comportamenti sessuali delle donne, dal momento che le IST si trasmettono attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale: vaginale, anale e orale.
Per quanto riguarda la nazionalità, il numero di casi di IST in stranieri è rimasto relativamente stabile dopo il 2012, con una riduzione dei casi dopo il 2017, così come osservato anche tra gli italiani.

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