Come leggiamo le espressioni facciali

Uno studio condotto da ricercatori di Parma e Milano ha dimostrato che interpretiamo le espressioni facciali utilizzando sia l’area motoria che quella emotiva del cervello. Questa scoperta potrebbe risolvere un dibattito ventennale tra gli scienziati che si occupano dei cosiddetti neuroni specchio.

I neuroni specchio si attivano sia quando un essere vivente compie un’azione sia quando guarda qualcun altro compiere la stessa azione. Dalla loro scoperta negli anni ’90 sono stati descritti spesso come la base neurale della nostra capacità di comprendere le azioni di un’altra persona, replicandole nel nostro cervello. Ma ci sono due diverse ipotesi su dove avvenga effettivamente il “rispecchiamento” e l’interpretazione delle espressioni facciali emotive degli altri. Una, chiamata ipotesi della risonanza motoria, suggerisce che ciò avvenga nelle aree motorie e premotorie del cervello. L’altra, chiamata risonanza emozionale, sostiene che il riconoscimento avvenga soprattutto nelle regioni emozionali e interocettive.

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Svezzamento e linee guida per una dieta a base vegetale 

Ciò che emerge dalla letteratura scientifica  è che seguire una dieta vegetariana e vegana in modo sano senza che manchi alcun apporto nutritivo è possibile, a patto che si tratti di una dieta ben costruita. I casi di malnutrizione e denutrizione documentati non sono dovuti all’assenza di prodotti di origine animale alla dieta, ma al non aver calibrato di conseguenza la propria dieta a base vegetale per garantire l’apporto di proteine, vitamine, grassi insaturi, calcio, necessari. È il fai da te il problema, come lo è anche nella dieta onnivora, seppur per altri aspetti.
Non a caso esistono esempi di ospedali che hanno iniziato a introdurre regimi alimentari di questo tipo per i propri degenti.

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(mio) Il 40% della popolazione mondiale soffre di patologie neurologiche.

Un ampio studio pubblicato il 14 marzo sulla prestigiosa rivista The Lancet Neurology ha evidenziato per la prima volta che 3,4 miliardi di persone in tutto il mondo – cioè il 43% della popolazione mondiale! – convivono con una condizione neurologica, in primis ictus, encefalopatia neonatale (lesione cerebrale), emicrania cronica, demenza, neuropatia diabetica (danno ai nervi), meningite, epilessia, complicazioni neurologiche da parto pretermine, disturbo dello spettro autistico e tumori del sistema nervoso centrale.

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Sì, l’alimentazione vegetale è una moda 

Nella prima metà del Novecento le persone sono cresciute con la convinzione che il burro facesse bene alle arterie, che la cioccolata cremosa da mettere sul panino fungesse da apporto vitaminico, che il fumo non facesse male alla salute anzi addirittura che potesse curare il mal di gola perché persino i medici si prestavano a farne la pubblicità, e che la birra facesse bene perché più nutriente della frutta.

Nel corso dei decenni molte cose sono cambiate. Il processo è sempre lo stesso: le prime evidenze scientifiche, e qualche sparuto attivismo di pochi. Per lungo tempo la ricerca procede ma i comportamenti su larga scala non cambiano e anzi certi comportamenti “strani” vengono derisi, complice la pubblicità dei grandi marchi. In effetti molte volte si tratta di stranezze senza fondamento e lasciano il tempo che trovano. Quando però le evidenze scientifiche diventano via via più solide le cose vanno diversamente. Piano piano complice qualche personaggio famoso, qualche influencer, l’opinione pubblica inizia a essere meno monolitica, e quindi anche la pubblicità inizia a cambiare per agganciare il “nuovo mercato” e si creano le mode così che nel tempo i comportamenti si allineano alle evidenze scientifiche.

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