Oblio oncologico: dalla norma alla realtà, tra conquiste e criticità

La legge sull’oblio oncologico, approvata a fine 2023, consente alle persone guarite da un tumore di ottenere mutui o prestiti, stipulare assicurazioni, adottare figli o partecipare a concorsi pubblici senza dover fornire informazioni sulla pregressa malattia e senza subire discriminazioni. In passato, negare di aver avuto un tumore costituiva un’autodichiarazione falsa perseguibile, mentre oggi aziende ed enti non possono porre questa domanda e il cittadino è autorizzato a non rispondere.

A gennaio 2026 il Ministero della Salute e il Ministero del Lavoro hanno emanato un nuovo decreto attuativo che va ad aggiungersi ai 3 precedenti. Il provvedimento equipara tutte le persone guarite da patologie oncologiche ai soggetti in condizione di fragilità beneficiari di strumenti di sostegno pubblico.

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Quanta droga c’è nelle fogne di Milano? 

Meno di tante altre grosse città europee. Nel 2025 Milano è risultata essere rispettivamente al 53mo e al 67mo posto su 140 città europee per consumo medio giornaliero di cocaina e metanfetamina, all’83mo posto su 100 per consumo di cannabis, al 76mo su 130 per MDMA e agli ultimi posti riguardo alle Amfetamine.
Lo mette nero su bianco la Wastewater analysis and drugs — a European multi-city study dell’European Union Drug Agency, che si basa sull’analisi delle acque reflue.
Una seconda città esaminata è Bolzano, che mostra una presenza di queste sostanze molto inferiore rispetto a Milano.

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Cibi ultraprocessati e cancro: perché il consumo cresce anche in Italia

Sempre più dati mostrano che i cibi ultraprocessati, basati cioè su ingredienti di basso valore nutrizionale ma molto energetici (come grassi saturi e sciroppo di glucosio-fruttosio) e ricchi di additivi (come coloranti ed esaltatori di sapidità), aumentano il rischio di cancro, in particolare del tumore del colon-retto. Purtroppo, però, il consumo di questi cibi è in aumento, anche nelle popolazioni di Paesi come il nostro, che tradizionalmente adottano la dieta mediterranea, indicata come la più salutare dalle linee guida per la prevenzione oncologica.

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Degenerazione maculare avanzata, un microimpianto retinico wireless per tornare a vedere 

Nello studio clinico PRIMAvera, oltre l’80% dei partecipanti ha recuperato una visione centrale significativa

Un piccolo dispositivo, grandi speranze. È questa la sintesi dello studio clinico internazionale PRIMAvera, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e che potrebbe cambiare radicalmente la qualità di vita di milioni di persone affette da degenerazione maculare senile (AMD) in stadio avanzatoIl protagonista è il sistema PRIMA: un microimpianto retinico wireless da soli 2×2 mm, capace di sostituire le cellule fotosensibili danneggiate dalla malattia e di ripristinare la comunicazione tra occhio e cervello.

Il microchip wireless viene inserito chirurgicamente sotto la retina e converte i segnali luminosi in impulsi elettrici, stimolando le cellule retiniche superstiti. Una videocamera integrata in appositi occhiali cattura le immagini e le trasmette all’impianto tramite luce infrarossa; il paziente può regolare zoom e contrasto a seconda delle necessità.

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