Nature ha aperto il 2025 con un editoriale intitolato “C’è bisogno di parlare di editing del genoma umano”. Sottotitolo: “Tra alcune decine di anni, le tecnologie di editing genetico potrebbero ridurre la probabilità di malattie umane comuni. Le società devono utilizzare questo tempo per prepararsi al loro arrivo”. Il tema è delicatissimo e Nature stessa mette le mani avanti: “Stiamo pubblicando questo lavoro perché è importante iniziare una conversazione su cosa potrebbe accadere se le tecnologie di editing genetico più sofisticate diventassero disponibili, cosa che potrebbe accadere entro 30 anni”. Altrimenti detto: gli ultimi cento anni hanno mostrato che le nuove tecnologie vengono sviluppate prima che si avvii una discussione sui loro impatti etici, sociali e ambientali: cerchiamo di non ripetere l’errore.
Salute & sanità
L’Intelligenza artificiale migliorerà la procreazione medicalmente assistita?
L’IA si sta dimostrando un valido ausilio per selezionare i follicoli maturi per la fecondazione, analizzare lo sviluppo degli embrioni e rendere le procedure sempre meno invasive.
Intelligenza artificiale per anticipare i virus: chi ci sta lavorando e dove
Il Graal della preparazione alle pandemie è essere in grado di prevedere come un virus evolverà semplicemente guardando alla sua sequenza genetica. Un numero crescente di gruppi di ricerca sta utilizzando l’intelligenza artificiale (IA) per prevedere l’evoluzione di SARS-CoV-2, dell’influenza e di altri virus. Lo spiega un articolo pubblicato su Nature in apertura d’anno.
Alcune cose da sapere sul primo soccorso
Si conta che in Italia avvengano ogni anno 60 000 arresti cardiaci, ma solo in 6 casi su 10 chi è presente è in grado di intervenire con le manovre salvavita, cioè con massaggio cardiaco e ventilazioni, e solo il 28% di loro sa usare un defibrillatore. Il risultato è che circa l’8% di chi è colpito da arresto cardiaco sopravvive. Per fortuna oggi un arresto cardiaco non significa morte certa. Esistono delle misure salvavita che se imparate possono ribaltare la statistica.
Quando si parla di arresto cardiaco, spesso si sente usare il termine “infarto”. In realtà i termini non sono sinonimi. L’arresto cardiaco avviene quando il cuore smette di pompare sangue e ossigeno al cervello e agli altri organi e tessuti. L’infarto è invece la lesione di un organo, seguita da necrosi dei tessuti, dovuta a interruzione della circolazione locale del sangue, in genere per trombosi o embolia. Può avvenire nel cuore e allora si parla di infarto del miocardio, ma può avvenire anche in altri organi. L’arresto cardiaco può avvenire a causa di un infarto, ma non solo. Per esempio, può avvenire a causa di una fibrillazione ventricolare, cioè un disturbo del ritmo regolare con cui avviene il battito. La fibrillazione ventricolare può avere varie cause, tra cui una prolungata interruzione della respirazione, come in caso di annegamento, soffocamento o trauma. In caso di arresto cardiaco o fibrillazione ventricolare, lo strumento salvavita più efficace è il defibrillatore o DAE, perché aiuta il cuore a riprendere un ritmo regolare nel battito.