Il tumore del polmone è il terzo tipo di cancro più frequente in Italia, nonché la prima causa di morte oncologica negli uomini e la terza nelle donne. La sua diffusione è dovuta principalmente al tabagismo: circa l’85% delle diagnosi è legato al fumo, in assenza del quale il cancro al polmone sarebbe un tumore raro. Quanto alla mortalità, le statistiche evidenziano che, se il tumore è asportato al primo stadio, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è intorno al 90%. Nella maggior parte dei casi i tumori polmonari sono però diagnosticati quando la malattia è già in fase avanzata. Per questi motivi, per migliorare le opzioni contro il tumore del polmone è fondamentale agire su tutti i fronti: dalla prevenzione primaria alla diagnosi precoce fino alle terapie. Come stanno progredendo le ricerche su questo tipo di cancro? Ne parliamo in occasione della Giornata mondiale del tumore del polmone, che cade il primo di agosto di ogni anno.
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Salute & sanità
Virus West Nile in Italia: sorveglianza sì, ma senza panico
Nel Lazio sta crescendo fra le persone la paura per il virus West Nile e i titoli di giornale contribuiscono a un clima di panico. Ma non c’è nessun allarme. “Per il Lazio è una novità solo perché è la prima volta che la regione si trova a gestire questa situazione, ma da quando il virus West Nile è arrivato in Italia, ben 18 anni fa, abbiamo registrato casi ben più a sud del Lazio” spiega Fabrizio Montarsi, studioso di malattie da vettori dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. «In genere i virus, quando arrivano in un ambiente nuovo, tendono a diffondersi un po’ di più: tutto qua. Quest’anno nel complesso non c’è nulla di eccezionale: dal 2008 osserviamo andamenti che si ripetono, con una maggiore circolazione ogni 4-5 anni e un picco importante nel 2022.
L’AI che dall’età del volto stima la fragilità dei pazienti
Se non fosse che lo studio è apparso nientemeno che su The Lancet Digital Health a firma di ricercatori afferenti a realtà di prim’ordine, il titolo parrebbe una boutade non degna di nota in un magazine scientifico.
Leggi ancheInvece siamo davvero arrivati a mettere a punto un software impensabile fino a qualche anno fa. Un team del Mass General Brigham statunitense e della Harvard Medical School ha sviluppato FaceAge , uno strumento basato sull’intelligenza artificiale che analizza una semplice foto del volto per stimare l’età biologica e supportare i clinici nella scelta del trattamento più indicato per quella persona.
Otto bambini nel Regno Unito hanno il DNA di tre persone
Una tecnica di fecondazione assistita per prevenire di ereditare malattie genetiche gravi causate da alterazioni nel DNA dei mitocondri sta dando esiti incoraggianti. Ma sta sollevando anche interrogativi bioetici.