L’AI sta riscrivendo le regole dell’oncologia per i target “impossibili”

Un articolo publicato su Nature Biotechnology propone un cambio di paradigma: una nuova tassonomia dei bersagli da aggredire e più dati aperti

Per decenni, la ricerca contro il cancro ha dovuto fare i conti con un ostacolo insormontabile: una vasta categoria di bersagli tumorali considerati “inattaccabili” dai farmaci esistenti fino a quel momento. Grazie agli ultimi progressi dell’intelligenza artificiale (AI), questa barriera si sta iniziando a sgretolare. La sua capacità di prevedere strutture proteiche, analizzare sistemi biologici complessi e guidare la progettazione di nuove molecole non ha infatti precedenti. Un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Biotechnology, descrive come l’integrazione tra l’AI e le nuove modalità terapeutiche stia aprendo la strada a un’era di profonda trasformazione.

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L’intelligenza artificiale al servizio del reclutamento nei trial

Uno studio ha testato due diversi modelli di GPT per la selezione dei pazienti in un trial sui tumori della testa e del collo. I risultati sono buoni ma ci sono ancora dei nodi da sciogliere

La selezione dei pazienti per l’arruolamento negli studi clinici è un passaggio cruciale, ma anche uno dei più onerosi: richiede tempo, personale specializzato e un’analisi dettagliata delle cartelle cliniche. Secondo una ricerca statunitense del 2022, fino al 20% delle sperimentazioni affiliate al National Cancer Institute (NCI) fallisce a causa del basso numero di partecipanti. Questo non solo aumenta i costi e ritarda i risultati, ma compromette anche l’affidabilità dei nuovi trattamenti. Un nuovo studio, pubblicato a luglio sulla rivista accademica Machine Learning, ha mostrato che ChatGPT può accelerare lo screening dei pazienti per le sperimentazioni cliniche.

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Esofago di Barrett, nuove evidenze sui meccanismi all’origine della patologia

L’esofago di Barrett è una condizione patologica che interessa il rivestimento interno dell’esofago e consiste in una modificazione della mucosa, spesso causata dal reflusso cronico di acido gastrico (malattia da reflusso gastroesofageo). Questo cambiamento, che in termini tecnici si definisce metaplasia intestinale, è inizialmente reversibile. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi non trattati, può evolvere in una lesione precancerosa (displasia, inizialmente di basso grado e successivamente di alto grado), fino a degenerare, nel tempo, in una forma di tumore maligno: l’adenocarcinoma dell’esofago. Una revisione pubblicata su JAMA ha stimato che tra il 3 e il 5 per cento delle persone con esofago di Barrett riceverà una diagnosi di adenocarcinoma esofageo nel corso della vita.

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HTLV-1: un virus poco conosciuto ma in grado di causare gravi patologie

Un team di ricercatori australiani ha condotto i primi test preclinici su una potenziale terapia preventiva

Un recente studio preclinico sembra aprire la strada a un trattamento in grado di prevenire la trasmissione del virus HTLV-1 e, potenzialmente, curarne l’infezione. Lo Human T-cell Leukemia Virus type 1 (HTLV-1) è un virus poco conosciuto ma potenzialmente letale, che infetta circa 10 milioni di persone nel mondo e che ad oggi non dispone né di cure né di trattamenti preventivi. Per la prima volta, un team di ricercatori australiani, del Walter and Eliza Hall Institute (WEHI) e del Peter Doherty Institute for Infection and Immunity, ha dimostrato in un modello animale che due antiretrovirali già in uso contro l’HIV – tenofovir e dolutegravir – sono in grado di bloccare la trasmissione del virus. La scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Cell.

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