Che cos’è l’economia civile? Chiacchierata con Paolo Santori

Se interessa capire che cos’è l’ economia civile, qui trovate registrata la chiacchierata in allegria del 10 febbraio con Paolo Santori.

Siamo partiti dall’economia, passati al PIL, arrivati alla finanza etica, poi dritti verso Pelagio che non si fidava di Dio!, fino all’economia francescana, concludendo con Aristotele.

Che trip! Grazie Paolo!

La matematica è politica. Chiacchiera con Chiara Valerio

Ho avuto la possibilità di chiacchierare con una delle persone che trovo più interessanti nel panorama pubblico italiano, Chiara Valerio, matematica di formazione, scrittrice, editor per Marsilio, conduttrice de l’Isola deserta su Radio3.

Qui parliamo di matematica, nel senso dell’appello, dell’avventura, di quello che Chiara non poteva dire. Di quello che resta, di libertà comune, e dunque di politica. Grazie Chiara, ti sono gratissima.

Il suo ultimo libro “La matematica è politica” (Einaudi), è finalista al Premio Galileo 2021.

Diretta dal mio profilo Instagram @TheDataGap, 5 febbraio 2021.

Donne, periferie, lavoro, progetti. Chiacchierata con Giusy Sica

Giusy Sica e le sue compagne di avventura di Re-Generation Y-outh Think tank sono un vulcano di passione, determinazione, competenza, serietà. Dal Meridione dirette dirette a Strasburgo! Re-Generation Y-outh Think tank è un Tank Tank di donne che studiano e lavorano in diversi contesti e che si confrontano per mettere a disposizione le proprie competenze, intersecarle, per mettere in piedi progetti di empowerment delle donne nelle periferie d’Italia.

“Scelta tra le più giovani fondatrici di realtà innovative da Donna Moderna nel luglio 2020, nell’ottobre 2020 la D-Repubblica l’ha inserita tra le 50 donne più influenti dell’anno, il settimanale F di Cario Editore, l’ha inserita nella lista delle 100 donne al mondo più significative per il 2020”.

Dalla diretta sul mio profilo Instagram @TheDataGap, 23 gennaio 2021.

#12 – Dear Jessica

Per far inquadrare il livello di disagio, stanotte ho sognato che andavo in ospedale a far visita a Jessica Fletcher che aveva il COVID. Di notte, in treno, in un ospedale semideserto. E che quando la trovavo nella sua camera, lei si alzava per fare due passi con me, e io la abbracciavo. “Non va bene esporti così” mi dice lei. Ma a me non importa. Mi disinfetto la bocca e la fronte e le guance col disinfettante del LIDL che trovo all’entrata, e me ne vado.

La ragione – spero – di questo sogno è che ieri mentre mi accingevo a rilassarmi con la mia puntata serale de La Signora in Giallo su Amazon Prime, ho scoperto che la serie era stata cancellata perché Prime non ha rinnovato le licenze. Ho interagito con loro via chat, in una chat di enorme, enorme disagio (penso che il tipo pensasse di avere a che fare con una 80 enne) e la delusione è stata tanta. Ma poi ho scoperto che su Instagram ci sono dei profili fan, e mi sono sentita meno sola.

Insomma, è dura pet tutti in questa terza ondata. Sì, dico terza ondata, anche se questa cosa delle ondate non mi piace molto. Sarebbe terza ondata se le misure messe in campo nella seconda (zone a colori e 21 indicatori) avessero funzionato, o meglio: se avessimo gli strumenti per misurare il loro funzionamento. In realtà, da quanto mi par di capire leggendo documenti, guardando dati e parlando con la gente, non sappiamo misurare granché. Eppure, i nuovissimi DPCM 2021 (11 gennaio, 13 gennaio e il prossimo) ritornano a dividere per colori, anche se – dicono – la scelta dei colori sarà basata su meno indicatori. La cosa non bella è che i colori sono stati decisi ma a oggi io i documenti dove si spiegano le scelte non li ho ancora visti. Ma mi dice un amico ben informato che arriveranno presto. Sono comunque sempre persuasa, come lo ero a inizio novembre qui, che i diagrammi a 21 indicatori, per calibrare cosa tenere aperto e cosa chiuso rispetto all’andamento dei contagi di due settimane prima, di fatto, servano a poco. La Società Italiana di Epidemiologia è stata chiara su Scienza in Rete: “Covid-19 nelle regioni italiane: solo il rosso funziona (se dato in tempo)”. Ha messo a confronto e analizzato i tassi di incidenza settimanale di infezione registrati in regioni in zone gialle, arancioni e rosse: solo queste ultime hanno avuto un declino importante e omogeneo dell’incidenza di Covid-19, di gran lunga superiore a quanto riscontrato nelle regioni in arancione e in giallo. Per me basta questo per dire “Sipario”, e invece sono ancora qua il 16 gennaio a spulciare il sito del Ministero per capire il senso di una mappa a colori sapendo che – per dirla con Vasco – “Sai che cosa penso, Che se non ha un senso, Domani arriverà… Domani arriverà lo stesso”.

Quello di cui non riusciamo a venire a capo è il tema di come contare il tasso di positività sui tamponi effettuati. Mentre le televisioni sputano verità “oggi meglio”, “oggi peggio” sulla base di questo indicatore, la verità dei dati è che non sono numeri che possiamo prendere come bussola. Non possiamo paragonare i tamponi molecolari agli antigenici (i “rapidi), sia per efficacia, che per diffusione quantitativa, che qualitativa (dove vengono offerti: gratis, a pagamento?). La mia impressione dopo 11 mesi di osservazione è che in primavera avevamo dati non attendibili perché facevamo pochi tamponi, ma oggi abbiamo più numeri ma meno dati paragonabili fra loro. L’unica cosa che possiamo paragonare sono le ospedalizzazioni. I grafici (in foto) mostrano che da un mese quanto a ospedalizzati, in TI e non, non scendiamo.

Non dico nulla sul tema vaccini perché quello che avevo da dire, specie sul tema “sesta dose” lo ho scritto in pezzi che ho già condiviso e spiegato su Instagram.

Arriviamo appunto a Instagram. Sono stata meno attiva del solito in questi giorni su Facebook e twitter, perché mi sono spostata su Instagram, avendo aperto un nuovo profilo, solo di lavoro, che si chiama @TheDataGap, dove racconto i dati che incontro, che studio e di cui scrivo. Le storie sono uno strumento che si presta bene a questo tipo di narrazione, anche se per carattere farò poche storie con la mia faccia che parla. In sintesi: se vi interessa seguitemi di là più che di qua. In appena 10 giorni siete già quasi 2000 di là, e la cosa mi ha davvero stupita. Grazie.

Passiamo ai consigli di lettura EP. Ne ho parecchi stavolta ma farò sintesi. Anzitutto la puntata di Radio3Scienza che parla di Long Covid, cioè del senso di spossatezza che tante persone si portano dietro. Non sei sol*, insomma. Poi suggerisco questo articolo su Gli operatori sanitari nella seconda ondata su SaluteInternazionale.info. Segnalo anche A che cosa serve un piano pandemico? su Scienza in Rete (sempre scritto dalla Società Italiana di Epidemiologia). Sul Lancet invece è uscito il primo lungo pezzo sulle conseguenze a 6 mesi per gli ospedalizzati COVID. Per tenere monitorata la situazione vaccinale nel MONDO, suggerisco questa piattaforma e questo articolo uscito ieri sul Guardian, dal titolo “Global immunisation: low-income countries rush to access Covid vaccine supply. Despite efforts to procure Covid vaccine, some nations will only vaccinate 20% of population”.

Riguardo ai libri, ho letto diverse cose belle durante le vacanze di Natale immersa nella neve. Consiglio prima di tutto Viandanza. Il cammino come educazione sentimentale, di Luigi Nacci, regalatomi da una persona speciale. E vi consiglio di seguirlo qui su Facebook. Ho raccolto qualche citazione qui, fra cui questa: “Eri un uomo in rivolta, colui che è in grado di affermare, come dice Camus, si e no allo stesso tempo. Stabilire una linea di demarcazione, un confine che non si è disposti a superare, a dire sì a tutto ciò che sta prima di esso.”

E soprattutto questa: “Non mi devo chiedere a che punto sono della mia vita, ma di che colore è quel punto. Oggi sapresti rispondere?”

Poi suggerisco il librettino di Balzac “Il capolavoro sconosciuto”, che in francese ha un titolo più bello “Le Chef-d’œuvre inconnu”. Non penso di averlo capito, e per questo ancora mi affascina.

Cito da un tweet che mi sono salvata: “Il saggio si raccoglie ogni giorno nella cella del suo cuore. Dubita, mette in discussione, contempla e medita. Accoglie e custodisce. Pronuncia le parole di Qohelet: «io cerco ancora». E così di giorno in giorno avanza nella ricerca senza adagiarsi mai.” Di questi tempi Qohelet è una gran lettura.