Negli Stati Uniti, un’applicazione sviluppata dalla società tecnologica Palantir sta suscitando crescenti preoccupazioni per l’uso dei dati sanitari dei cittadini a fini di immigrazione. Secondo un’inchiesta del sito 404 Media , l’app – chiamata Enhanced Leads Identification and Targeting for Enforcement (ELITE) – consente agli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) di individuare e arrestare persone ritenute immigrati irregolari, sfruttando informazioni tratte dai registri sanitari di milioni di americani.
Disuguaglianze sociali e di salute
L’eccesso di peso in giovane età aumenta il rischio di tumore al colon-retto in età adulta
Una delle domande ancora aperte della ricerca oncologica riguarda se ciò che accade nei primissimi anni di vita può influenzare il rischio di ammalarsi di tumore decenni dopo, e quanto. Nello studio dei possibili fattori di rischio del tumore del colon-retto, la terza neoplasia più diffusa al mondo, gli studi sono concentrati principalmente su indicatori antropometrici, come altezza e obesità, e su persone in età adulta. Meno chiaro e studiato era invece il possibile contributo di questi fattori nelle fasi precoci della vita, dalla nascita fino ai 25 anni.
Misurare la “mascolinità tossica”: cosa dice la ricerca scientifica
È uno di quei termini che circolano ovunque — nel dibattito pubblico, sui social, nei media — ma che raramente vengono definiti con precisione. “Mascolinità tossica” è diventata un’etichetta ombrello, usata per descrivere comportamenti che vanno dalla violenza di genere alla semplice resistenza a condividere il lavoro domestico. “Usato in modo superficiale, può dare l’impressione che tutti i tratti maschili siano negativi o che tutti gli uomini siano tossici”.
Il cancro in carcere. Un sistema senza dati.
Questa chiacchierata con Nicola Cocco, che da anni segue la salute nelle carceri, mi ha molto colpita.
A oggi non esiste un database nazionale sui tumori di detenuti e sulle cure oncologiche effettuate da chi è in carcere. Non sappiamo, insomma, quante diagnosi di tumore vengono registrate ogni anno, non conosciamo la prevalenza delle diverse patologie oncologiche, né l’esito delle cure di questa popolazione. Per i carcerati, inoltre, non esiste un’offerta coordinata di screening per la diagnosi precoce o di vaccinazione contro patogeni oncogeni a cui la popolazione carceraria può essere particolarmente esposta, come i virus dell’epatite B e del Papillomavirus.