Un gruppo internazionale di esperti coordinati dall’Organizzazione mondiale della Sanità ha definito una lista dei microrganismi infettivi più rilevanti in termini di carico di malattia, rischio di resistenza antimicrobica e impatto socioeconomico
Ambiente & epidemiologia
Febbre West Nile e dengue sono sempre più presenti in Italia, dobbiamo preoccuparci?
Con il cambiamento climatico, vettori in grado di trasmettere pericolose infezioni, come zecche e zanzare, si sono diffusi anche in zone in cui anni fa era impossibile trovarli. Per ora i casi di malattia e di decessi sono limitati, ma in futuro la situazione potrebbe cambiare
Gli americani non hanno mai mangiato tanto pollo e formaggi come oggi
Il Dipartimento dell’agricoltura del governo degli Stati Uniti tiene traccia da 55 anni della disponibilità di cibo per oltre 200 articoli, fra carne, farine, pesce, legumi, frutta e verdura. Un database enorme rilasciato in open data, che può essere utilizzato per stimare il consumo di cibo a livello nazionale dal 1970 al 2019: vedere quanta carne di manzo consumano in media gli americani ogni anno e se ne mangiano più o meno rispetto ai decenni precedenti.
È proprio quello che ha fatto Nathan Yau per il sito di Flowing Data. “Per quanto tempo il pollo regnerà sovrano? Si chiede. “Chi vince tra limone e lime? Il gelato magro è davvero gelato? Il pompelmo tornerà mai in auge?”.
In sintesi dall’analisi di Yau, da lui poi visualizzata graficamente qui, è emerso In altre parole, la dieta degli americani, con buona pace delle crescenti evidenze scientifiche che suggeriscono di consumare meno derivati animali, non è radicalmente cambiata in 50 anni.
Sette pazienti su 100 si sono infettati in ospedale, e 1 batterio su 3 è risultato resistente ai farmaci
Il 7% dei pazienti ospedalieri fra il 2022 e il 2023 ha avuto almeno un’infezione correlata all’assistenza (in termini tecnici: ICA). Solo una su quattro era già presente, con una prevalenza è stata più alta nei pazienti in terapia intensiva, dove circa il 20% aveva vissuto un’infezione ospedaliera durante o dopo il ricovero. La prevalenza dei pazienti con almeno una ICA variava dal 4,4% negli ospedali più grandi (con più posti letto) al 7,7% negli ospedali più piccoli.
Sono i dati pubblicati il 6 maggio scorso nel rapporto “Point prevalence survey of healthcare-associated infections and antimicrobial use in European acute care hospitals 2022–2023” dall’ECDC e si riferiscono a 28 Paesi dell’UE/SEE più Kosovo, Montenegro e Serbia, per un totale di 293.581 pazienti considerati provenienti da 1.250 ospedali e 22.806 ICA segnalate.