Gli americani non hanno mai mangiato tanto pollo e formaggi come oggi 

Il Dipartimento dell’agricoltura del governo degli Stati Uniti tiene traccia da 55 anni della disponibilità di cibo per oltre 200 articoli, fra carne, farine, pesce, legumi, frutta e verdura. Un database enorme rilasciato in open data, che può essere utilizzato per stimare il consumo di cibo a livello nazionale dal 1970 al 2019: vedere quanta carne di manzo consumano in media gli americani ogni anno e se ne mangiano più o meno rispetto ai decenni precedenti.

È proprio quello che ha fatto Nathan Yau per il sito di Flowing Data. “Per quanto tempo il pollo regnerà sovrano? Si chiede. “Chi vince tra limone e lime? Il gelato magro è davvero gelato? Il pompelmo tornerà mai in auge?”.

In sintesi dall’analisi di Yau, da lui poi visualizzata graficamente qui, è emerso In altre parole, la dieta degli americani, con buona pace delle crescenti evidenze scientifiche che suggeriscono di consumare meno derivati animali, non è radicalmente cambiata in 50 anni.

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Sette pazienti su 100 si sono infettati in ospedale, e 1 batterio su 3 è risultato resistente ai farmaci 

Il 7% dei pazienti ospedalieri fra il 2022 e il 2023 ha avuto almeno un’infezione correlata all’assistenza (in termini tecnici: ICA). Solo una su quattro era già presente, con una prevalenza è stata più alta nei pazienti in terapia intensiva, dove circa il 20% aveva vissuto un’infezione ospedaliera durante o dopo il ricovero. La prevalenza dei pazienti con almeno una ICA variava dal 4,4% negli ospedali più grandi (con più posti letto) al 7,7% negli ospedali più piccoli.

Sono i dati pubblicati il 6 maggio scorso nel rapporto “Point prevalence survey of healthcare-associated infections and antimicrobial use in European acute care hospitals 2022–2023” dall’ECDC e si riferiscono a 28 Paesi dell’UE/SEE più Kosovo, Montenegro e Serbia, per un totale di 293.581 pazienti considerati provenienti da 1.250 ospedali e 22.806 ICA segnalate.

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Antibiotico resistenza: cosa sta migliorando e cosa sta peggiorando. I nuovi dati ECDC 

Un documento pubblicato in questi giorni dall’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie dell’Unione Europea, evidenzia progressi nella riduzione della resistenza antimicrobica (AMR) nell’Escherichia coli da animali destinati alla produzione alimentare in diversi Stati membri dell’UE. La resistenza combinata agli antimicrobici di fondamentale importanza per la medicina umana rimane molto bassa, ad eccezione di alcuni tipi di Salmonella e Campylobacter coli in alcuni paesi. Inoltre, si è verificato un aumento della percentuale di isolati di Escherichia coli provenienti da animali destinati alla produzione alimentare che mostrano “completa suscettibilità” o “resistenza zero” ai principali antimicrobici. Si tratta di un monitoraggio della resistenza antimicrobica nel biennio 2021-2022 in Salmonella spp., Campylobacter jejuni ed E. coli negli esseri umani e animali da produzione alimentare.

Ci basta questo per essere pienamente ottimisti? No.

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mio) La grande domanda: perché gli ospedali continuano a dare prosciutto e formaggio ai degenti contro qualsiasi evidenza scientifica?

Siamo in un momento interessantissimo in cui per la prima volta l’umanità sta riflettendo potentemente su come si alimenta, ma purtroppo ci sono ancora due luoghi dove questo scarsamente accade, ed è paradossale: le facoltà di medicina e gli ospedali” ci racconta Silvia Goggi, medica e nutrizionista che da anni studia i presupposti scientifici della dieta vegana e propone regimi personalizzati ai propri pazienti.

Sesta puntata della nostra inchiesta sull’alimentazione vegetale.

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