Un anno fa di intelligenza artificiale in sanità praticamente non si parlava, se non fra addetti ai lavori appassionati. L’introduzione di sistemi come GPT-4 nella nostra vita quotidiana nella seconda metà del 2023 ha spalancato la porta delle persone verso una Narnia in realtà già fiorita. Siamo in un momento storico molto delicato: il 2024 è l’anno in cui stiamo andando verso una regolamentazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA), non solo in sanità. Le forze in gioco a livello globale sono da una parte i Big del Tech che hanno abbattuto un muro, quello dell’introduzione di questi sistemi nella nostra quotidianità – che ne siamo o meno pienamente consapevoli – e dall’altra i governi e le realtà sovranazionali che stanno capendo come tenere le redini di questa rete di complessi processi.
Autore: Cristina Da Rold
Sempre più mense universitarie offrono alternative vegetali. Ecco la lista
In Italia oltre una mensa su due non contempla alcun secondo che non sia carne e pesce nell’arco della settimana, mentre una struttura su cinque li propone 1 o 2 volte al massimo. Parliamo di una grande varietà di burger, nuggets, polpettoni e chi più ne ha più ne metta, a base di proteine vegetali cioè legumi, patate, verdure. Senza dimenticare la versatilità della soia con il tofu e il seitan, che hanno un impatto ambientale minimo e numerosi benefici in termini di salute. Nelle mense universitarie toscane si serve l’insalata di tofu e noci, a Torino il tofu marinato con salsa di soia e verdure, a Cagliari le verdure ripiene di tofu, a Roma la cotoletta di tofu, mentre a Cosenza il tofu cipolle e curry e il tofu alla piastra. A Cosenza, a Cagliari e in Toscana vengono offerti seitan e bocconcini di soia.
Sette pazienti su 100 si sono infettati in ospedale, e 1 batterio su 3 è risultato resistente ai farmaci
Il 7% dei pazienti ospedalieri fra il 2022 e il 2023 ha avuto almeno un’infezione correlata all’assistenza (in termini tecnici: ICA). Solo una su quattro era già presente, con una prevalenza è stata più alta nei pazienti in terapia intensiva, dove circa il 20% aveva vissuto un’infezione ospedaliera durante o dopo il ricovero. La prevalenza dei pazienti con almeno una ICA variava dal 4,4% negli ospedali più grandi (con più posti letto) al 7,7% negli ospedali più piccoli.
Sono i dati pubblicati il 6 maggio scorso nel rapporto “Point prevalence survey of healthcare-associated infections and antimicrobial use in European acute care hospitals 2022–2023” dall’ECDC e si riferiscono a 28 Paesi dell’UE/SEE più Kosovo, Montenegro e Serbia, per un totale di 293.581 pazienti considerati provenienti da 1.250 ospedali e 22.806 ICA segnalate.
Perché i farmaci scarseggiano? Tutti i meccanismi dietro un fenomeno diffuso
Più Italia, meno Europa, si sente dire… Poi basta porre mente alle complesse dinamiche delle cure farmacologiche per capire che chiudendosi si fa poco, come mostra anche il caso britannico.
Parliamo di carenza di farmaci antidiabete, di immunoglobuline e chi più ne ha più ne metta (la lista dell’AIFA ne conta migliaia).
Perché accade anche in un paese “ricco” come l’Italia?
Abbiamo fatto una chiacchierata con Stefano Moro, Direttore del Dipartimento di farmacologia dell’Università di Padova.