Nel luglio 2025, dopo anni di presenza sul mercato, Woebot Health ha deciso di ritirare dal mercato il suo prodotto principale, un chatbot terapeutico molto usato e considerato all’avanguardia. L’app per smartphone presentava un bot in stile cartoon che guidava le persone attraverso conversazioni volte ad affrontare l’ansia o i problemi quotidiani, utilizzando tecniche radicate nella terapia cognitivo-comportamentale. Si trattava di una app testata e riconosciuta dalla FDA per l’uso terapeutico in aree come la depressione post-partum. Circa 1,5 milioni di persone hanno utilizzato Woebot nel corso degli anni e, sebbene avesse l’aspetto interattivo di ChatGPT e di prodotti di intelligenza artificiale generativa simili, le risposte e il comportamento del bot erano preimpostati. Appena nel 2023, la creatrice di Woebot e psicologa clinica Alison Darcy, era stata nominata tra le 100 figure più importanti nel campo dell’intelligenza artificiale dalla rivista TIME.
Autore: Cristina Da Rold
Perché lenacapavir potrebbe essere una svolta storica nella lotta all’HIV
Già in uso nei casi che non possono essere trattati con le terapie convenzionali, questo farmaco potrà ora essere assunto anche come profilassi da persone ad alto rischio di contagio. Con sole due dosi l’anno garantisce una maggiore aderenza al trattamento per più persone, ma restano interrogativi su costi e accessibilità.
A un bambino su 4 viene dato lo smartphone prima dei 5 mesi
La televisione di sottofondo, il tablet che distrae, lo smartphone usato come calmante: sempre più spesso già i più piccoli si trovano immersi in un ambiente digitale. Nel 2025 l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un report interessante che riguarda i bambini fino ai 2 anni, ossia i famosi 1000 giorni di cui tanto si parla come periodo importante per lo sviluppo della persona. Questi primi 1000 giorni, dal concepimento ai due anni, sono una finestra critica per lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico.
Un nuovo microchip velocissimo per la medicina preventiva
Immagina di poter osservare, in tempo reale e con una precisione mai raggiunta prima, come il tuo sistema immunitario reagisce a un virus. Non in una settimana di lavoro di laboratorio, ma in appena un’ora e mezza. Non con ampolle di sangue, ma con una sola goccia.
È un salto notevole nella mappatura anticorpale, accaduto in appena 7 anni di ricerca, e che potrebbe diventare lo standard per affrontare non solo le pandemie del futuro, ma anche virus come influenza, HIV, malaria. Una tecnologia che apre nuove possibilità per la medicina preventiva e personalizzata.