Trial clinici, la rivoluzione dei digital endpoints: wearable e sensori generano un risparmio che per l’industria vale miliardi

Immaginate di monitorare come una malattia cronica influenza il sonno, la mobilità o la stanchezza di un paziente. Non durante una visita ospedaliera, ma nelle ventiquattro ore della sua vita reale. È questo il salto di paradigma che i cosiddetti digital endpoints stanno portando nella ricerca clinica: misurazioni continue, oggettive e personalizzate, rese possibili da dispositivi indossabili e sensori.

Recentemente è stato pubblicato su Nature Reviews uno studio sul valore dell’implementazione degli endpoint digitali negli studi clinici: vantaggi operativi ed economici lungo l’intero percorso della sperimentazione clinica. 

L’analisi si basa su 164 trial industriali contenenti 393 digital endpoints, confrontati con un insieme di riferimento di 11.466 studi sponsorizzati dall’industria avviati dal 2005 in poi. Il focus è su tre aree terapeutiche – cardiovascolare, sistema nervoso centrale e diabete – che insieme rappresentano circa il 70% di tutti i deployment di digital endpoints oggi esistenti.

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