Quando si dice che le donne ogni mese guadagnano in media meno degli uomini c’è sempre chi alza la mano per obiettare che “ok, ma perché è tanto diffuso il part time fra la popolazione femminile”, come se si trattasse di di un aspetto di per sé non problematico.
In realtà però è la retribuzione oraria media delle donne che è più bassa di quella degli uomini. L’ultima nota di Istat (fine gennaio 2025) ci dice che fra i dipendenti le donne guadagnano il 5,6% in meno rispetto ai colleghi uomini. La retribuzione oraria media maschile nel 2022 è stata pari a 16,8 euro, mentre quella femminile a 15,9 euro.
Attenzione: il gap tende ad ampliarsi tra i laureati tra i quali la retribuzione media oraria è di 20,3 euro lordi per le donne e di 24,3 euro lordi per gli uomini, che significa una differenza del 16%. In parole povere in un’azienda è come se un impegato laureato portasse a casa 30 mila eurolordi e una donna laureata 25.200 euro lordi, cioè se i maschi avessero a fine anno a disposizione 4.800 euro in più delle colleghe.