Mancano 60 mila infermieri. Boom di iscritti ai test d’ammissione, ma i posti sono rimasti pochi

In questi mesi di pandemia abbiamo toccato con mano che senza personale non si può garantire un’adeguata offerta sanitaria che sappia far fronte a un’emergenza come questa, che la sanità territoriale è cruciale per non riversare tutto il peso della prevenzione e della Primary Health Care sugli ospedali, e che la qualità dell’assistenza sanitaria non si può misurare solo in termini di medici specialisti (ospedalieri e non) presenti sul territorio. I medici specialisti scarseggiano ovunque, a causa di una pianificazione miope che non ha prodotto sufficienti borse di studio per coprire il fabbisogno attuale e il turn-over. Gli infermieri sono fondamentali, e nel prossimo futuro lo saranno sempre di più. La loro carenza è stata esacerbata durante il picco dell’epidemia, considerato che molti di loro stessi sono stati contagiati dal virus.

Il problema è che ne mancano 63 mila: quasi 27mila a Nord, circa 13 mila al Centro e 23 mila al Sud. È la denuncia della FNOPI, Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche.

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