OggiScienza

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CRONACA – Quando nacque, nel 1920, la fisica quantistica doveva per la maggior parte essere ancora scritta. Nessuno aveva ancora formulato il principio di indeterminazione, non si sapeva dell’esistenza del neutrone e dei quark, ed Einstein non era ancora stato insignito del premio Nobel per l’effetto fotoelettrico.
Oggi se ne è andato a 95 anni Giorgio Salvini, una delle poche voci che potevano ancora raccontare la storia della fisica del Novecento e uno dei padri dei Laboratori di Frascati dell’INFN, il primo laboratorio nazionale di fisica delle particelle.

Salvini comincia il proprio lavoro scientifico fra i boati della Seconda Guerra Mondiale, a fianco del già noto fisico Giovanni Polvani, nelle stanze dell’Istituto di Fisica dell’Università di Milano.

Le sue ricerche sulle interazioni mesoniche nei nuclei prima e sui raggi cosmici poi cominciano subito a dare i loro frutti e dopo la guerra, nel 1949, Salvini è a Princeton. Non ci rimane però…

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