Tumore alla mammella, se una proteina prevede l’efficacia della chemioterapia

OggiScienza

7371700988_80018aa949_zRICERCA – Non tutti i malati reagiscono allo stesso modo alle terapie di qualsivoglia natura, si sa. E questo accade anche nel caso dei pazienti oncologici, come le donne che soffrono di neoplasie alla mammella. In questo senso la ricerca sulle terapie pre-chirurgiche per le pazienti con carcinoma mammario va avanti e alcuni ricercatori dell’Istituto Regina Elena di Roma hanno individuato un nuovo candidato per essere un biomarcatore predittivo in grado di dirci in anticipo quanto efficace potrebbe essere la terapia per quel singolo malato. Si chiama TAZ ed è un’oncoproteina, ovvero una proteina in grado di mediare una serie di funzioni pro-tumorali. In particolare, l’elevata espressione di TAZ significherebbe una scarsa risposta dell’individuo alla terapia pre-chirurgica.

I risultati, pubblicati sulla rivistaOncotarget, dimostrano infatti che una buona risposta al trattamento con chemioterapia e trastuzumab si ottiene solo se nei tumori vi è una bassa espressione di TAZ, mentre…

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