In media solo una persona su quattro ricoverata in un reparto di salute mentale dopo un evento acuto ha ricevuto una visita psichiatrica entro le due settimane dalla presa in carico, e il 30% complessivo entro un mese, con regioni dove dopo 30 giorni non è stato ascoltato per la prima volta neanche un paziente su cinque. In media nelle regioni del nord, e in particolare in Trentino-Alto Adige la percentuale di utenti ricoverati che viene presa in carico entro un mese con una visita psichiatrica è maggiore rispetto al centro sud. Si tratta comunque di valori bassi in quasi tutte le regioni, inferiori al 50%, e soprattutto di numeri assoluti elevati. Come raccontavamo nella prima puntata dedicata a questi dati sulla salute mentale, il 3,3% degli accessi al Pronto Soccorso è dovuto a patologie psichiatriche: 479.276 accessi solo nel 2021. Il 14,6% di queste persone è stata ricoverata dopo il triage, il 72% è stata invece dimessa e lasciata andare a casa. Poco più della metà sono stati accolti nei reparti di psichiatria. I TSO (trattamenti sanitari obbligatori) sono stati 5.538 nel 2021, pari al 7% dei ricoveri in reparto psichiatrico. Considerando i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, le riammissioni non programmate nei reparti di psichiatria entro 30 giorni dalla dimissione rappresentano il 14% del totale, mentre quelle a 7 giorni rappresentano il 7,7%.
Acqua: i comuni dove mancano le fognature, e dove se ne perde più della metà
L’infrastruttura idrica e fognaria italiana fa decisamente acqua. Più di una persona su 60 risiede in un comune italiano privo di fognature, e laddove i servizi di erogazione idrica ci sono, perdono più o meno metà dell’acqua prima di arrivare nelle case. In un momento storico di mancanza d’acqua nelle aree alpine – pensiamo a quanti rifugi o alpeggi per la prima volta nel 2022 hanno dovuto chiedere agli utenti di non utilizzare l’acqua se non per ragioni strettamente necessarie – un servizio idrico efficiente è fondamentale.
Nel nostro paese ci sono 15 comuni senza servizio idrico (per un totale di 64.693 residenti), 40 senza fognatura (386.835 residenti coinvolti, lo 0,7% della popolazione) e 296 comuni senza servizio di depurazione delle acque reflue urbane (per un totale di 1.3 milioni di persone coinvolte, il 2,2% dei residenti). Il 68% di questi comuni sono localizzati nel Mezzogiorno, soprattutto in Sicilia, Campania e Calabria. Nel complesso sono 6,7 milioni i residenti non allacciati alla rete fognaria pubblica, incluse dunque persone che vivono in comuni dove la rete c’è, ma non nella zona dove risiedono, sebbene risiedere non significhi viverci, questo è chiaro.
A non avere l’acqua potabile sono 6 comuni in provincia di Mantova, 2 a Verona e a Udine, e uno a Vicenza, a Pordenone e a Brescia. A non essere serviti da fognatura sono ben 22 comuni in provincia di Catania, 5 comuni in provincia di Treviso, 2 comuni a Gorizia, Lecce, Messina e Trieste, uno a Napoli, Trapani e Taranto, Alessandria e Trento. Infine, a non godere di servizi per la depurazione delle acque sono 121 comuni del Meridione, 47 al Centro e 48 al Nord.
Quindici adulti su 1000 assistiti dai servizi psichiatrici. Ma le risorse non bastano
Secondo l’ultimo rapporto ministeriale, nel 2021 sono state assistite dai servizi psichiatrici 778.737 persone (mancano i dati della Regione Calabria) con tassi standardizzati che vanno da 113,7 per 10.000 abitanti adulti nel Lazio fino a 363,2 nella P.A. di Bolzano. La media nazionale è di 158,4 assistiti ogni 10.000 abitanti adulti, cioè 1,5 su 100. Parliamo di persone affette da schizofrenia e altre psicosi funzionali, mania e disturbi affettivi bipolari, depressione, sindromi nevrotiche e somatoformi, disturbi della personalità e del comportamento, alcolismo e tossicomanie, demenze e disturbi mentali organici, ritardo mentale.
Assistiti non significa ricoverati. Il 3,3% degli accessi al Pronto Soccorso è dovuto a patologie psichiatriche: 479.276 accessi. Il 14,6% di queste persone è stata ricoverata dopo il triage, il 72% è stata invece dimessa e lasciata andare a casa. Poco più della metà sono stati accolti nei reparti di psichiatria. I TSO (trattamenti sanitari obbligatori) sono stati 5.538 nel 2021, pari al 7% dei ricoveri in reparto psichiatrico.
I servizi sono pochi rispetto agli utenti. Si contano 329 Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) per un totale di 4.039 posti letto per ricoveri ordinari e 294 posti letto per ricoveri in day hospital. Vi sono solo 18 strutture ospedaliere in convenzione che erogano attività di assistenza psichiatrica per un totale di 764 posti letto per ricovero e 2 posti per day hospital. L’offerta complessiva in Italia di posti letto in degenza ordinaria è di 0,9 ogni 10.000 abitanti maggiorenni. A lavorare in queste strutture sono appena 29.785 persone, e solo il 6,9% di queste persone è psicologo, l’8,6% è educatore professionale o tecnico.
A New York per ogni dollaro investito in vaccinazione per COVID, dieci risparmiati. Come si calcola il ROI in sanità?
L’investimento enorme che è stato messo in campo in poco tempo per garantire campagne vaccinali anti-COVID di massa, è valso la pena in termini di ritorno economico? Sembra ampiamente di sì. A fine novembre 2022 la nota rivista scientifica JAMA network ha pubblicato un lavoro dal titolo Return on Investment of the COVID-19 Vaccination Campaign in New York City che stima il risparmio economico a 360 gradi derivante dal programma di vaccinazione per COVID-19 nel corso del 2021. Risultato: durante il periodo esaminato, la campagna di vaccinazione a New York avrebbe evitato spese sanitarie per un valore di 27,96 miliardi di dollari e 315 mila potenziali anni di vita persi. Il risparmio netto stimato attribuibile alla vaccinazione è stato di 51 miliardi di dollari. Ogni dollaro investito nella vaccinazione avrebbe prodotto un risparmio stimato di 10 dollari, come costi diretti e indiretti degli esiti sanitari che sarebbero stati sostenuti senza la vaccinazione.