In Italia il vaccino antirosolia venne introdotto 50 anni fa, nel 1972. Cinquant’anni dopo, alla fine del 2022, il nostro paese si dichiara finalmente libero dalla rosolia, quella che in inglese si chiama Rubella, e che può dare grossi problemi se contratta nelle prime settimane di gravidanza: difetti congeniti multipli oppure morte fetale. Dal gennaio 2005 al febbraio 2018 in Italia sono stati segnalati 173 casi di rosolia in gravidanza e 88 casi di rosolia congenita. Non esistono dati di notifica relativi alla rosolia congenita tra il 1991 e il 2004, poiché la notifica obbligatoria della rosolia congenita e delle infezioni rubeoliche in gravidanza è attiva dal 2004.
I giovani laureati trovano più lavoro degli altri. Specie fra le ragazze
“È meglio se scegli un istituto professionale, così almeno ti tieni aperte più opportunità. Con il liceo dovrai andare all’università, e chissà se poi troverai lavoro”. Molte famiglie articolano ancora oggi questo pensiero ai propri figli, in buona fede. Chi lo nega, è perché non frequenta molto i bar di provincia, i centri di aggregazione del dopo lavoro, le fabbriche.
Eppure oggi questa equazione sembra essere falsa. Stando a una recente nota Istat, nel 2022, il tasso di occupazione dei laureati raggiunge l’83,4%, valore superiore di 11 punti a quello dei diplomati (72,3%) e di 30 punti a chi ha conseguito al più un titolo secondario inferiore (53,3%). Si conferma, dunque, l’evidente “premio” occupazionale dell’istruzione, in termini di aumento della probabilità di essere occupati al crescere del titolo di studio conseguito. Fra le giovani donne il vantaggio occupazionale dato dall’aver studiato di più è decisamente più evidente che fra i ragazzi della stessa età. Il tasso di occupazione delle laureate è di 23,5 punti più elevato rispetto a quello delle diplomate, differenza che si riduce a 18,4 punti tra le 25-64enni e a 14,3 punti nella media Ue.
Quante sono state le sperimentazioni cliniche per COVID-19 in Italia? Non tante come si penserebbe
Contrariamente alla tendenza generale, che vede il settore profit dominare la scena delle sperimentazioni cliniche in Italia, la maggior parte degli studi su COVID-19 fra il 2020 e il 2022 compreso, sono stati condotti da enti no profit: 61 versus 46. Lo mostrano i dati che AIFA ha pubblicato recentemente, contenuti nel rapporto dal titolo La Sperimentazione Clinica dei Medicinali in Italia.
L’impatto del long COVID sul cuore a oltre tre anni dall’inizio della pandemia
COVID-19 ha rappresentato un forte fattore di rischio per complicanze cardiovascolari indipendentemente dalla gravità dell’infezione. Ora, a oltre tre anni dall’inizio della pandemia, uno studio suggerisce che dal punto di vista dell’impatto sul cuore l’ombra lunga di COVID-19 non esisterebbe quasi più, tranne in casi rari