Un paper scientifico serio ogni 5 giorni non è umano. Eppure in medicina va così 

Publish or perish: lo sappiamo tutti di che cosa si tratta. Nel sistema accademico odierno vince chi pubblica di più e nelle riviste più quotate. Se non pubblichi, perisci dal punto di vista della carriera da ricercatore o ricercatrice. Ogni rivista e ogni ricercatore ha un punteggio – l’impact factor – che ne misura la “popolarità” in termini di impatto dei risultati scientifici: più è alto più ci agevola in un concorso pubblico, o in un’assunzione.

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In che aree d’Italia si gestisce meglio l’ipertensione? Naviga i dati 

Due persone che soffrono della stessa patologia o che sono colpite dal medesimo evento – un infarto, un ictus – ma che vivono in due regioni diverse o addirittura in due aree territoriali diverse della stessa regione, possono andare incontro a due esiti di malattia diversi. Lo sappiamo bene: la sanità italiana è gestita a livello regionale, e sebbene le linee guida che improntano i percorsi assistenziali e terapeutici siano discussi a livello internazionale e nazionale, le dinamiche di gestione della patologia risentono della struttura socio-sanitaria di ogni territorio e delle risposte disponibili.

Esiste uno strumento per visionare i risultati delle Aziende Sanitarie su una serie di indicatori: si chiama PNE, acronimo che sta Piano Nazionale Esiti ed è gestito da AGENAS. È da poco stato pubblicato il rapporto 2023 con tutti i dati relativi al 2022 sulle performance dei vari ospedali e delle aziende sanitarie territoriali.

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I numeri dell’affido familiare in Italia 

I dati più recenti riguardo all’affido familiare dei minori in Italia sono stati pubblicati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali alla fine del 2023 e riportano il saldo al 31.12.2020: 12.815 persone – fra cui 450 minori stranieri non accompagnati – un valore in costante e leggero calo negli ultimi anni e che rappresenta l’1,4 per mille della popolazione minorile residente in Italia. A questi si aggiungono in 13.408 i bambini e ragazzi di 0-17 anni accolti nei servizi residenziali, al netto dei minori stranieri non accompagnati. 993 sono invece i ragazzi di 18-21 anni in affido familiare, di cui 224 stranieri.

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Il vaccino a mRNA può produrre proteine non volute

L’analisi di campioni di sangue prelevati da animali di laboratorio e da alcune decine di persone vaccinate con formulazioni a base di mRNA ha evidenziato la presenza di una risposta immunitaria anche a queste proteine. Una conseguenza che, seppur non associata a effetti collaterali dei vaccini stessi, deve essere tenuta in considerazione specie per lo sviluppo di terapie immunitarie

Uno studio pubblicato su “Nature” da un gruppo guidato da Anne Willis dell’Università di Cambridge ha descritto un possibile effetto non previsto dei vaccini a mRNA, quelli utilizzati contro SARS-CoV-2: la produzione di piccole quantità di proteine non volute.

La buona notizia è che la ricerca scientifica procede spedita su questo fronte evidenziando aspetti mai studiati della biologia molecolare. La rivoluzionaria tecnologia a mRNA è considerata promettente per aggredire anche altre malattie. Inoltre – con buona pace dei complottisti – questi risultati sono stati pubblicati da una delle riviste scientifiche più note al mondo.

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