Approvata negli Stati Uniti la prima terapia con linfociti T per i tumori solidi

Un risultato significativo: è stata approvata negli Stati Uniti la prima terapia con linfociti T per i tumori solidi.

Finora i risultati validi dell’immunoterapia (di questo ambito stiamo parlando) avevano riguardato solo i tumori del sangue, mentre qui parliamo di tumori non del sangue, solidi appunto.

Qui trovate una chiacchierata con Vincenzo Bronte, direttore dell’Istituto oncologico veneto (IOV) di Padova, uno dei ricercatori che negli anni novanta ha avuto la possibilità di lavorare con Nicholas Restifo nel gruppo di Steven Rosenberg a Bethesda che oggi ha prodotto questo risultato.

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mio) La grande domanda: perché gli ospedali continuano a dare prosciutto e formaggio ai degenti contro qualsiasi evidenza scientifica?

Siamo in un momento interessantissimo in cui per la prima volta l’umanità sta riflettendo potentemente su come si alimenta, ma purtroppo ci sono ancora due luoghi dove questo scarsamente accade, ed è paradossale: le facoltà di medicina e gli ospedali” ci racconta Silvia Goggi, medica e nutrizionista che da anni studia i presupposti scientifici della dieta vegana e propone regimi personalizzati ai propri pazienti.

Sesta puntata della nostra inchiesta sull’alimentazione vegetale.

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I ragazzi nelle grandi città sono meno cosmopoliti che in provincia. Lo dicono i dati GPS 

L’idea comune è che chi “va in città” diventa cosmopolita, impara a conoscere il mondo e incontra persone diverse. Che i grossi centri urbani siano il luogo dell’incontro. I dati che oggi siamo in grado di raccogliere grazie ai GPS mostrano che non è così. Le grandi città favoriscono la segregazione, altro che melting pot. È più facile che gruppi sociali diversi non si mescolino in una grande città rispetto alla provincia.

Una domanda a cui la sociologia fatica a rispondere riguarda la mobilità sociale: quanto e dove si spostano le persone a seconda delle loro caratteristiche demografiche e socio-economiche: i giovani, le donne, le persone con redditi alti, i laureati, gli anziani, gli stranieri?

A gennaio 2024 Nature ha pubblicato i risultati di una ricerca che rimescola le carte fornendo una nuova misura della socializzazione che cattura la diversità socioeconomica, grazie ai dati sulla mobilità dei telefoni cellulari (GPS). Il database ha compreso 1,6 miliardi di incontri nel mondo reale tra 9,6 milioni di persone negli Stati Uniti, per 382 aree metropolitane e 2.829 contee. Risultato: la segregazione dell’esposizione a persone di gruppi sociali diversi è più alta del 67% nelle dieci grandi città più grandi rispetto città più piccole, quelle cioè con meno di 100.000 residenti.

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Come leggiamo le espressioni facciali

Uno studio condotto da ricercatori di Parma e Milano ha dimostrato che interpretiamo le espressioni facciali utilizzando sia l’area motoria che quella emotiva del cervello. Questa scoperta potrebbe risolvere un dibattito ventennale tra gli scienziati che si occupano dei cosiddetti neuroni specchio.

I neuroni specchio si attivano sia quando un essere vivente compie un’azione sia quando guarda qualcun altro compiere la stessa azione. Dalla loro scoperta negli anni ’90 sono stati descritti spesso come la base neurale della nostra capacità di comprendere le azioni di un’altra persona, replicandole nel nostro cervello. Ma ci sono due diverse ipotesi su dove avvenga effettivamente il “rispecchiamento” e l’interpretazione delle espressioni facciali emotive degli altri. Una, chiamata ipotesi della risonanza motoria, suggerisce che ciò avvenga nelle aree motorie e premotorie del cervello. L’altra, chiamata risonanza emozionale, sostiene che il riconoscimento avvenga soprattutto nelle regioni emozionali e interocettive.

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