Parola del Ministero della Salute: nel nostro paese, circa 80.000 donne vivono con le cicatrici fisiche e psicologiche delle mutilazioni genitali femminili (MGF), tra cui circa 7.000 sono minorenni. Un fenomeno drammatico che colpisce globalmente 200 milioni di donne, ma che in Italia continua a rimanere sotto il radar di una corretta gestione sanitaria e sociale. A rivelarlo è uno studio recentemente presentato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione della Giornata Mondiale contro le MGF, che si celebra il 6 febbraio.
Cosa conta di più per la longevità: i geni o lo stile di vita?
Sono innumerevoli le storie di persone che raggiungono i 100 anni, e le loro abitudini quotidiane spesso contraddicono i consigli convenzionali su dieta, esercizio fisico e consumo di alcol e tabacco. Eppure, decenni di ricerche dimostrano che ignorare questi consigli può influire negativamente sulla salute di molte persone e accorciare la loro vita. Al tempo stesso ci sono persone giovani che vengono colpite da tumori incurabili. Quanto l’invecchiamento dipende da noi e quanto dai nostri geni è una domanda da un milione di dollari a cui la scienza sta cercando di dare una risposta.
“C’è bisogno di parlare di editing del genoma umano”
Nature ha aperto il 2025 con un editoriale intitolato “C’è bisogno di parlare di editing del genoma umano”. Sottotitolo: “Tra alcune decine di anni, le tecnologie di editing genetico potrebbero ridurre la probabilità di malattie umane comuni. Le società devono utilizzare questo tempo per prepararsi al loro arrivo”. Il tema è delicatissimo e Nature stessa mette le mani avanti: “Stiamo pubblicando questo lavoro perché è importante iniziare una conversazione su cosa potrebbe accadere se le tecnologie di editing genetico più sofisticate diventassero disponibili, cosa che potrebbe accadere entro 30 anni”. Altrimenti detto: gli ultimi cento anni hanno mostrato che le nuove tecnologie vengono sviluppate prima che si avvii una discussione sui loro impatti etici, sociali e ambientali: cerchiamo di non ripetere l’errore.
L’Intelligenza artificiale migliorerà la procreazione medicalmente assistita?
L’IA si sta dimostrando un valido ausilio per selezionare i follicoli maturi per la fecondazione, analizzare lo sviluppo degli embrioni e rendere le procedure sempre meno invasive.