Le donne che arrivano in ospedale entro i 90 minuti dall’infarto sono la metà degli uomini, in alcune aziende territoriali anche molto meno, e in generale nella maggior parte delle ASL/ATS italiane per le donne non si raggiungono gli standard indicati dal Ministero della Salute, che ha stabilito che almeno il 60% dei pazienti ricoverati per infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI) dovrebbe essere sottoposto a una procedura di angioplastica entro 90 minuti dall’ingresso in ospedale. Anche per gli uomini in circa un terzo delle realtà territoriali non si raggiunge quota 60%, ma per le donne siamo a oltre due terzi.
Sembrerebbe che le donne chiamino più facilmente un’ambulanza per mariti, padri, fratelli con sintomi di infarto ma meno il viceversa.
Primo parere positivo dell’EMA per uno strumento di AI
Per la prima volta il Comitato per i Medicinali per uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha emesso una “Qualification Opinion” per una metodologia innovativa basata sull’intelligenza artificiale (AI). Lo strumento si chiama AIM-NASH e aiuta i patologi ad analizzare le scansioni di biopsie epatiche per determinare la gravità della MASH, steatoepatite associata a disfunzione metabolica. La promessa è di migliorare l’affidabilità e l’efficienza degli studi clinici sui nuovi trattamenti, riducendo la variabilità nella misurazione dell’attività della malattia (infiammazione e fibrosi). Le evidenze presentate al CHMP dimostrano che le letture delle biopsie effettuate con AIM-NASH, verificate da un unico patologo esperto, sono in grado di determinare in modo affidabile l’attività della MASH con minore variabilità rispetto allo standard attuale, che prevede un consenso tra tre patologi indipendenti.
Come sono cambiate le paure degli europei in soli 8 anni
Il 2017 non è lontano, ma sono cambiate molte cose. Siamo andati a cercare i dati dei sondaggi che Pew Research Center statunitense aveva pubblicato a inizio 2017, per confrontarli con quelli più recenti circa le paure degli europei e degli italiani, e sulla la percezione di Russia e Stati Uniti. Risultato: crediamo nell’Europa come prima, ma abbiamo decisamente più timore degli Stati Uniti rispetto alla scorsa legislatura e siamo più consci che l’economia sta andando male. La consapevolezza è cosa buona, ma la paura, si sa, tende a provocare reazioni violente.
Perché l’encefalite da morbillo non ci fa molta paura?
In Europa si sta verificando un notevole aumento di contagi di morbillo, con i casi raddoppiati in un anno, a causa di un calo delle coperture vaccinali. L’Italia è uno dei paesi più colpiti da questo fenomeno. E purtroppo in oltre un caso su tre dopo aver superato l’infezione si sviluppano conseguenze, alcune anche gravissime.