Terapia genica per l’Alzheimer? I risultati preclinici sembrano essere incoraggianti

Pubblicato uno studio importante, che potrebbe aprire la strada alla sperimentazione sui pazienti

Un team di ricercatori dell’Università della California di San Diego ha sviluppato una possibile terapia genica per la malattia di Alzheimer che tenta un approccio radicalmente innovativo nella lotta contro la malattia: invece di focalizzarsi sul contrastare i sintomi o a rimuovere gli accumuli proteici, il trattamento agisce direttamente sul comportamento delle cellule cerebrali malate. Pubblicato sulla rivista Signal Transduction and Targeted Therapylo studio al momento è stato condotto su topi affetti da Alzheimer, ma i risultati sono incoraggianti: la terapia ha permesso di preservare la memoria dipendente dall’ippocampo, una delle funzioni cognitive più compromesse nei pazienti umani. I topi trattati hanno inoltre mostrato profili di espressione genica simili a quelli di animali sani della stessa età, un segnale che le cellule cerebrali hanno potenzialmente riacquisito uno stato più vicino alla normalità.

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Asili nido: serve flessibilità di orari, ma pochi la prevedono. Parte 3 

Il pre e post nido rappresenta un aiuto concreto per le famiglie, offrendo accoglienza prima e dopo l’orario educativo standard. Nell’anno scolastico 2022-2023, il 56,5% dei nidi ha previsto questo servizio.

Anche qui si registrano differenze territoriali e gestionali: il servizio è più frequente nel Nord e nelle sezioni primavera, dove circa il 70% delle strutture lo offre. Nel Mezzogiorno, invece, la situazione è più frammentata: nei servizi pubblici solo il 18,6% attiva il pre e post nido, mentre nei privati si supera il 50%.

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“Che bello quando si facevano i figli a 20 anni”

Su Infodata – Il Sole 24 Ore è uscita la seconda puntata sui numeri degli asili nido e del lavoro femminile. Porto dei numeri per riflettere su questo concetto.

Nel 2023, il 40% delle donne che hanno avuto un figlio non lavora. Tra le ventenni che hanno partorito nel 2023, lavora solo il 40%; il 21% è disoccupata, il 35% è casalinga e il 2% studia. Al contrario, tra le neomamme over 40 lavora il 72%, mentre il 17% si dichiara casalinga e il 10% risulta disoccupata.

Chiaramente in un mondo ideale – e questa è una considerazione del tutto personale – le persone (uso un termine più ampio di “donne”) lavorano in un contesto flessibile e pagato il giusto, con servizi di supporto in prossimità, di modo che se lo desiderano possono fare i figli a 20 anni. Se lo desiderano.

Secondo me bisogna tuttavia anche valutare una maturità personale. Su Instagram incrocio i profili di molte influencer giovani donne con diversi figli, tendenzialmente volte alla maternità ecologica, che sono influencer proprio per il fatto di essere giovani, con 4-5 figli, e “lavoratrici autonome”, cioè content creator per i propri social media. Constato spesso dei post della serie “riesco a far tutto, ecco come ho superato le difficoltà col marito che pretendeva che io…”. La logica della donna super brava che in questo aiuta le altre donne.

Ecco, io alcune di loro le vorrei proprio abbracciare e dire “sorellina mia, sei ancora in tempo per fare un percorso di autocoscienza sul carico di cura delle donne, sul rapporto paritario… ma caspita… avresti potuto farlo a 20 anni”.

Chiaramente è una generalizzazione, ci sono tante giovani donne che quel percorso l’hanno fatto, grazie magari alle loro mamme, zie, cugine.

Questo per dire che in un mondo ideale (ma sempre ancora imperfetto) la genitorialità andrebbe di pari passo con un lavoro di riflessione e presa di coscienza delle dinamiche dei rapporti di coppia.

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Una dieta a base vegetale aiuta ad arrivare più sani ai 70 anni

Qual è l’effetto di una dieta a base vegetale, cioè dove si consumano di rado alimenti di origine animale, rispetto alle malattie croniche? Di studi scientifici ce ne sono molti. Quello che spesso manca è un campione molto ampio con un follow-up a lungo termine, cioè che permetta di monitorare le stesse persone per periodi lunghi, per decenni.

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