In arrivo il controllo parentale su OpenAI. È sufficiente? 

In questi giorni OpenAI ha annunciato che entro la fine del 2025 introdurrà un pacchetto di strumenti pensato per rendere l’uso di ChatGPT più sicuro per gli adolescenti e più trasparente per le famiglie.
Il nuovo sistema consentirà ai genitori di collegare il proprio account a quello dei figli (che possono iscriversi a ChatGPT dai 13 anni in su!) attraverso un semplice invito via email. Una volta attivato, sarà possibile stabilire regole di utilizzo differenziate per fascia d’età, che saranno impostate come predefinite per garantire una maggiore protezione. I genitori avranno inoltre la possibilità di gestire direttamente alcune funzioni sensibili, come la memoria e la cronologia delle chat.

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Il caldo che invecchia: come le ondate di calore accelerano l’età biologica

Una ricerca decennale su migliaia di persone ha mostrato che sperimentare ripetute ondate di calore accelera l’usura degli organi e sposta in avanti le lancette del nostro orologio biologico in misura paragonabile ad altri fattori di rischio come fumo e alcol.

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Esofago di Barrett, nuove evidenze sui meccanismi all’origine della patologia

L’esofago di Barrett è una condizione patologica che interessa il rivestimento interno dell’esofago e consiste in una modificazione della mucosa, spesso causata dal reflusso cronico di acido gastrico (malattia da reflusso gastroesofageo). Questo cambiamento, che in termini tecnici si definisce metaplasia intestinale, è inizialmente reversibile. Tuttavia, in una piccola percentuale di casi non trattati, può evolvere in una lesione precancerosa (displasia, inizialmente di basso grado e successivamente di alto grado), fino a degenerare, nel tempo, in una forma di tumore maligno: l’adenocarcinoma dell’esofago. Una revisione pubblicata su JAMA ha stimato che tra il 3 e il 5 per cento delle persone con esofago di Barrett riceverà una diagnosi di adenocarcinoma esofageo nel corso della vita.

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Con l’Intelligenza Artificiale proteine anti E. coli in pochi secondi 

Un nuovo studio potrebbe segnare un punto di svolta nella lotta contro i superbatteri e altre patologie: grazie all’Intelligenza Artificiale, il design di proteine su misura è oggi possibile in tempi impensabili fino a pochi anni fa. Un gruppo di ricercatori australiani ha realizzato, per la prima volta, una proteina biologica pronta all’uso capace di uccidere batteri resistenti agli antibiotici come l’Escherichia coli, servendosi dell’Intelligenza Artificiale. Lo studio, pubblicato su Nature Communications, rappresenta un’importante pietra miliare nella ricerca biomedica e segna l’ingresso dell’Australia tra i Paesi in grado di progettare proteine terapeutiche in modo rapido e scalabile grazie all’AI, insieme a Stati Uniti e Cina.

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