Anche le bibite “light” possono danneggiare il fegato

Non è solo l’alcol a danneggiare il fegato. Anche assumere tanti zuccheri – cosa più facile di quanto possiamo immaginare – porta a un elevato rischio di malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD) — in passato nota come fegato grasso non alcolico (NAFLD).

Uno studio molto ampio appena presentato alla United European Gastroenterology Week 2025, che ha coinvolto 120 mila persone monitorandole per ben 10 anni, ha concluso che non solo le bevande zuccherate, ma anche quelle “diet” o “senza zucchero” hanno effetti dannosi sul fegato, aumentando significativamente il rischio di sviluppare fegato grasso. I risultati si basano sui dati di 123.788 adulti arruolati nella UK Biobank, tutti senza segni di malattia epatica all’inizio dello studio. Le abitudini alimentari dei partecipanti sono state raccolte attraverso questionari ripetuti sulle 24 ore, consentendo ai ricercatori di correlare il consumo di bevande zuccherate (SSB, sugar-sweetened beverages) e di bevande dolcificate con sostituti dello zucchero (LNSSB, low- or no-sugar-sweetened beverages) con lo sviluppo di MASLD, l’accumulo di grasso nel fegato e la mortalità correlata a malattie epatiche.

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Adolescenti e droghe: non più per trasgredire, ma per performare meglio

C’è una nuova forma di consapevolezza che attraversa gli adolescenti di oggi: una consapevolezza che nasce dalla fragilità, più che dal desiderio di trasgredire. Non è più la spinta a “sfidare le regole” che segna il passaggio all’età adulta, ma piuttosto il bisogno di sentirsi performanti in un mondo percepito come instabile.

Il rapporto ESPAD 2024, promosso su scala europea ogni quattro anni, ha coinvolto studenti di 16 anni in tutti i Paesi partecipanti. In Italia, la versione nazionale del CNR raccoglie annualmente dati coinvolgendo oltre 20.000 studenti tra i 15 e i 19 anni di più di 3200 scuole superiori pubbliche e parificate.

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I dati che non vuoi sentire sull’assumere troppe proteine 

Negli Stati Uniti, il desiderio di aumentare l’apporto proteico nella dieta non è mai stato così evidente. Secondo l’ultimo sondaggio annuale 2024 dell’International Food Information Council, il 71% degli americani vuole consumare più proteine, rispetto al 52% registrato nel 2022. La tendenza è confermata anche dalle ricerche online: le query Google per “high protein” hanno toccato il picco nel 2025. L’85% della popolazione statunitense consuma più della dose giornaliera raccomandata (RDI) di 0,8 g/kg/giorno e quasi il 25% ne consuma il doppio.
Una survey pubblicata quest’anno su atleti non professionisti che assumono integratori proteici ha rilevato che il 40% si informa tramite i social.

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