Già in uso nei casi che non possono essere trattati con le terapie convenzionali, questo farmaco potrà ora essere assunto anche come profilassi da persone ad alto rischio di contagio. Con sole due dosi l’anno garantisce una maggiore aderenza al trattamento per più persone, ma restano interrogativi su costi e accessibilità.
A un bambino su 4 viene dato lo smartphone prima dei 5 mesi
La televisione di sottofondo, il tablet che distrae, lo smartphone usato come calmante: sempre più spesso già i più piccoli si trovano immersi in un ambiente digitale. Nel 2025 l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un report interessante che riguarda i bambini fino ai 2 anni, ossia i famosi 1000 giorni di cui tanto si parla come periodo importante per lo sviluppo della persona. Questi primi 1000 giorni, dal concepimento ai due anni, sono una finestra critica per lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico.
Un nuovo microchip velocissimo per la medicina preventiva
Immagina di poter osservare, in tempo reale e con una precisione mai raggiunta prima, come il tuo sistema immunitario reagisce a un virus. Non in una settimana di lavoro di laboratorio, ma in appena un’ora e mezza. Non con ampolle di sangue, ma con una sola goccia.
È un salto notevole nella mappatura anticorpale, accaduto in appena 7 anni di ricerca, e che potrebbe diventare lo standard per affrontare non solo le pandemie del futuro, ma anche virus come influenza, HIV, malaria. Una tecnologia che apre nuove possibilità per la medicina preventiva e personalizzata.
L’AI sta riscrivendo le regole dell’oncologia per i target “impossibili”
Un articolo publicato su Nature Biotechnology propone un cambio di paradigma: una nuova tassonomia dei bersagli da aggredire e più dati aperti
Per decenni, la ricerca contro il cancro ha dovuto fare i conti con un ostacolo insormontabile: una vasta categoria di bersagli tumorali considerati “inattaccabili” dai farmaci esistenti fino a quel momento. Grazie agli ultimi progressi dell’intelligenza artificiale (AI), questa barriera si sta iniziando a sgretolare. La sua capacità di prevedere strutture proteiche, analizzare sistemi biologici complessi e guidare la progettazione di nuove molecole non ha infatti precedenti. Un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Biotechnology, descrive come l’integrazione tra l’AI e le nuove modalità terapeutiche stia aprendo la strada a un’era di profonda trasformazione.