Secondo la Student Generative AI Survey 2025, pubblicata a febbraio 2025 dal Higher Education Policy Institute (HEPI) e da Kortext, la quota di studenti universitari che utilizza strumenti come ChatGPT per la redazione o il supporto alle valutazioni è cresciuta incredibilmente. Nel complesso, il 92% degli intervistati ha utilizzato almeno uno strumento di intelligenza artificiale, contro il 66% dell’anno precedente. La generazione di testo resta la funzione più popolare, seguita dalla revisione linguistica — ad esempio tramite Grammarly — e dall’accesso a risorse accademiche come i manuali digitali. Gli studenti usano l’IA soprattutto per spiegare concetti, riassumere articoli e generare idee di ricerca, mentre la percentuale di chi dichiara di non averla mai impiegata in questi contesti è crollata dal 47% al 12%.
Un terzo dei bambini che nascono ha una mamma over 35. Ed è una bella notizia per la fertilità
Questi numeri ci dicono una cosa importante: sebbene sia innegabile che la fertilità femminile diminuisca con l’età, esprimendosi in termini di tempo necessario per concepire, dal momento che i bambini nati da tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresentano solo il 4% del totale, significa che la grande maggioranza delle gravidanze “mature” avviene ancora in modo naturale.
La sfida cinese ad Alphafold: “un primo trial clinico entro due anni”
Altro che collaborazione scientifica internazionale. Quando si parla di intelligenza artificiale applicata alla ricerca farmacologica, la cooperazione globale lascia sempre più spesso spazio a una corsa serrata fra Stati Uniti e Cina. È una gara che somiglia in tutto e per tutto a una competizione olimpica: superpotenze che si contendono non soltanto il primato tecnologico, ma anche la leadership economica, scientifica e geopolitica.
(mio) I chatbot con l’intelligenza artificiale possono indurre pensieri deliranti?
Joseph M. Pierre, psichiatra e docente alla University of California, su the BMJ descrivendo una nuova categoria di disturbi che definisce “AI-associated delusions”: deliri associati all’interazione con l’intelligenza artificiale.