Scienziati impressionati dall’ultimo modello di OpenAI. Ma ancora non basta 

In meno di due anni già si parla di nuova rivoluzione dei chatbot di intelligenza artificiale rispetto alla loro accuratezza sulle materie scientifiche. Per la prima volta il nuovo modello o1 di OpenAI è diventato il primo modello linguistico di grandi dimensioni a battere ricercatori con dottorato di ricerca a un test che prevedeva una serie di domande molto complesse, chiamato Graduate-Level Google-Proof Q&A Benchmark (GPQA).

Continua su Il Sole 24 Ore

Intelligenza artificiale e calcolo quantistico sono il futuro della scienza medica?

Un’esplorazione nel mondo della ricerca di ultimissima generazione, applicata anche alle malattie rare

A ottobre 2023 la startup danese Kvantify e il Dipartimento di Chimica del King’s College di Londra hanno annunciato una collaborazione per esplorare le applicazioni dell’informatica quantistica nella scoperta di farmaci nell’ambito delle malattie neurodegenerative.

Il 29 aprile 2024 la prima pubblicazione su Nano Letters, la rivista dell’American Chemical Society,: per sondare l’efficacia del peptide antitumorale EEK, una serie di amminoacidi con proprietà antitumorali, il team ha utilizzato simulazioni di queste molecole (simulazione molecolare) e l’apprendimento automatico per studiare la distribuzione di EEK all’interno di una nanoparticella polimerica. Chris Lorenz, del Dipartimento di Fisica del King’s College, ha commentato che questi modelli conformazionali nella nanoparticella potrebbero offrire un altro approccio per migliorare l’efficacia dei farmaci. “Se si riescono a individuare modelli in cui i farmaci con particolari caratteristiche chimiche hanno maggiori probabilità di essere immagazzinati all’interno di una nanoparticella, è possibile progettare formulazioni di farmaci che ottimizzino l’assorbimento degli agenti attivi.”

Continua su Osservatorio Malattie Rare

Chiusure, DAD, mascherine, distanziamento: la pandemia ha inciso sulle scelte della generazione della pandemia? 

Abbiamo confrontato il rapporto di Almadiploma, la banca dati del consorzio Almalaurea, sui diplomati 2023 (pubblicato il 29 febbraio 2024) con quello sui diplomati 2019, principalmente intorno a due questioni: opinioni sugli aspetti del corso di studio e diplomati che intendono iscriversi ad un corso di laurea universitario: primi tre gruppi disciplinari per tipo di diploma e genere.

Continua su Il Sole 24 Ore