Tra il 1949 e il 1989, l’Unione Sovietica ha condotto oltre 450 test nucleari – atmosferici, al suolo e sotterranei – in vaste aree del Kazakhstan, allora una delle repubbliche federate a Mosca. La popolazione locale, tenuta completamente all’oscuro di quanto stesse avvenendo, venne successivamente tenuta in osservazione in uno studio, il cui scopo dichiarato, ma falso, era il monitoraggio della brucellosi, una malattia infettiva. Si stima che fino a 1,5 milioni di persone siano state esposte alle radiazioni emesse nel corso di tal test, con effetti anche cancerogeni, osservati per decenni. Oggi la regione è ancora fortemente radioattiva, a più di trent’anni dall’ultimo test.
Ricerca sul cancro
L’AI sta riscrivendo le regole dell’oncologia per i target “impossibili”
Un articolo publicato su Nature Biotechnology propone un cambio di paradigma: una nuova tassonomia dei bersagli da aggredire e più dati aperti
Per decenni, la ricerca contro il cancro ha dovuto fare i conti con un ostacolo insormontabile: una vasta categoria di bersagli tumorali considerati “inattaccabili” dai farmaci esistenti fino a quel momento. Grazie agli ultimi progressi dell’intelligenza artificiale (AI), questa barriera si sta iniziando a sgretolare. La sua capacità di prevedere strutture proteiche, analizzare sistemi biologici complessi e guidare la progettazione di nuove molecole non ha infatti precedenti. Un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Biotechnology, descrive come l’integrazione tra l’AI e le nuove modalità terapeutiche stia aprendo la strada a un’era di profonda trasformazione.
Linfomi: i grandi progressi delle terapie degli ultimi anni
Tra i pazienti che hanno ricevuto diagnosi di linfomi si registrano le più alte percentuali di sopravvivenza a lungo termine e di possibilità di guarigione, grazie a terapie farmacologiche sempre più mirate ed efficaci, che hanno migliorato le prospettive anche nei casi più aggressivi della malattia.
I linfomi sono tumori del sistema linfatico, dovuti alla proliferazione incontrollata dei linfociti, cellule del sistema immunitario deputate alla difesa dell’organismo prevalentemente contro virus e batteri. Nella maggior parte dei casi la malattia si manifesta nei linfonodi, anche se può coinvolgere anche altri tessuti e organi, tra cui per esempio l’intestino. Un sintomo tipico è l’ingrossamento dei linfonodi (in particolare nella zona del collo), anche se non è automaticamente indice di tumore: in circa l’80% dei casi un linfonodo ingrossato è dovuto a un’infezione o a cause diverse da un tumore. Altri sintomi includono febbre serotina (che si presenta alla sera), calo del peso anomalo e sudorazione notturna.
Dalle proteine del sangue un aiuto contro i tumori del seno luminali
Le nuove frontiere nella lotta al tumore al seno passano anche dalla genetica e dalla medicina di precisione. L’analisi di alcune proteine nel plasma sanguigno potrebbe guidare le cure dei tumori del seno Luminal A e B.