Oggi non possiamo più seguire la ricerca scientifica limitandoci a quello che esce dai laboratori universitari. L’intelligenza artificiale e i big tech stanno entrando nel cuore della scienza, influenzando chi decide quali domande porre, quali esperimenti fare e come interpretare i dati.
Ricerca sul cancro
Ricerca sul cancro: 5 ambiti promettenti per il 2026
In chiusura dell’anno 2025, gli editor delle riviste scientifiche Nature Cancere Nature Biotechnology hanno valutato l’anno scientifico appena concluso, raccogliendo commenti, articoli di attualità e una selezione delle ricerche primarie più rilevanti apparse nel 12 mesi precedenti su Nature e altre testate. Di seguito vi riportiamo una selezione di questo lavoro di sintesi, con 5 filoni di ricerca oncologica che nel 2025 hanno prodotto risultati particolarmente promettenti.
Il cancro in carcere. Un sistema senza dati.
Questa chiacchierata con Nicola Cocco, che da anni segue la salute nelle carceri, mi ha molto colpita.
A oggi non esiste un database nazionale sui tumori di detenuti e sulle cure oncologiche effettuate da chi è in carcere. Non sappiamo, insomma, quante diagnosi di tumore vengono registrate ogni anno, non conosciamo la prevalenza delle diverse patologie oncologiche, né l’esito delle cure di questa popolazione. Per i carcerati, inoltre, non esiste un’offerta coordinata di screening per la diagnosi precoce o di vaccinazione contro patogeni oncogeni a cui la popolazione carceraria può essere particolarmente esposta, come i virus dell’epatite B e del Papillomavirus.
Progressi e ritardi nella prevenzione del cancro in UE
Il Parlamento europeo ha pubblicato un nuovo studio che valuta a che punto siamo nella lotta contro il cancro. A vent’anni dall’avvio del primo coordinamento europeo e a quattro anni dal lancio dell’Europe’s Beating Cancer Plan, emerge un quadro in chiaroscuro: progressi importanti su vaccinazione HPV e reti di cura, ma ritardi significativi nella prevenzione primaria e nella partecipazione agli screening oncologici. Si tratta del più ampio monitoraggio finora realizzato sull’attuazione del piano, un programma da 4 miliardi di euro che punta a costruire un approccio coordinato e condiviso alla prevenzione e alla cura del cancro in Europa.